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Ci sembra strano entrare nell’Ufficio dell’economo nella casa saveriana di Vicenza e non trovare il signor Gian Carlo Corato seduto davanti al computer per la contabilità o per prendere contatti con i fornitori a nome nostro. Era sempre disponibile ad ogni richiesta di chiarimenti o di piccole necessità. 

Non c’è una data per stabilire l’inizio del suo servizio prezioso alla comunità. Il suo cuore è sempre stato “missionario”, il nostro Istituto è sempre stato la sua casa, i suoi amici siamo sempre stati noi. Da ragazzo, giovanissimo, sentendo un’omelia sulle missioni nella sua parrocchia, ha esclamato: “A me piace la vita di missione.” Quel desiderio rimarrà per sempre. 

Giancarlo era nato il 23 aprile 1940 a Monteviale, il più giovane di quattro fratelli e di una sorella. Il papà Ernesto era il fabbro del paese, sapeva costruire con arte tutti gli attrezzi necessari ai contadini. La mamma era Giustina, una brava sarta. 
Gian Carlo entra, come desiderava, dai Saveriani di Vicenza in viale Trento nel 1952, per le scuole medie, per poi passare alle scuole superiori di Zelarino. Arriva ad indossare la talare, essendo ammesso al noviziato di San Pietro in Vincoli. Non si sa esattamente la motivazione, ma quell’anno decide di rientrare in famiglia, restando con mente e cuore affezionato ai Saveriani. Inizia a lavorare come impiegato alla Standa. 

Una domenica, andando a Messa, incontra una signorina molto carina, con il cappottino rosso, e se ne innamora subito. È Gabriella Zemin, che ora custodisce un bel numero di sue lettere poetiche, indirizzate a lei, come preziosa testimonianza d’amore. Si sposano il 20 maggio 1962. Con lei rimane tutta la vita. Hanno due figli, Luca e Massimo, oggi sposati, che hanno arricchito la famiglia di quattro nipoti. 
Avendo studiato nelle scuole private dei Saveriani e non avendo un documento valido ufficiale, Gian Carlo e il figlio Massimo, anch’egli già studente nell’Istituto, frequentano insieme la scuola serale e ottengono il diploma di ragioneria. Gian Carlo con il lavoro si fa strada e diventa, con altri tre soci, responsabile della Parmalat di tutta la provincia di Vicenza.

Ma non dimentica l’attività missionaria. Partecipa con la moglie attivamente al gruppo degli amici saveriani di Vicenza (GAMS), per un cammino spirituale e per un aiuto alle missioni. Nel 2001 organizza un viaggio in Brasile e nel 2003 in Giappone. Va con Gabriella, con il fratello Umberto e la cognata Ivana. Sono viaggi indimenticabili per le avventure e le persone incontrate. In Brasile sono ospiti di p. Sergio Boscardin e Adriano Sella; in Giappone di p. Roberto Sgarbossa. Lì la famiglia Corato ha contribuito alla ricostruzione della chiesa, distrutta dal terremoto.

Ottenuta la pensione, Gian Carlo è presente tutti i giorni nella nostra casa. È il contabile, l’amico, il consigliere, in sintonia perfetta. Ha le chiavi per entrare, gode della fiducia e simpatia di tutti. 
Persona mite, allegra, conciliante, i fratelli non ricordano arrabbiature o ribellioni a partire dalla sua infanzia.  Negli ultimi tempi, già ammalato, non si lamenta, non vuole far vedere la sua sofferenza, ma offre una coraggiosa testimonianza in una riunione di gruppo, parlando della sua malattia. Ha la febbre e non rinuncia alle sue ultime visite qui. Chiede che il suo funerale sia celebrato nella chiesetta del venerabile p. Pietro Uccelli, con semplicità. E così, il 3 dicembre 2024 la sua bara è sistemata accanto alla tomba del padre venerato.

P. Silvano Zordanello, nell’omelia, di lui ha detto: “Una vita vissuta nella santità assieme a sua moglie Gabriella e ai suoi figli e nipoti… È andato al passo di Cristo. Ha seminato il bene senza farlo vedere, quasi nel nascondimento. Per tutti aveva una parola buona, piena di allegria. Sempre pronto a soddisfare i desideri di coloro che gli chiedevano un parere, un aiuto… È stato un fratello”.
Nel taschino del suo vestito si è trovato uno scritto con questo messaggio: “Non piangete per me. Resterò con coloro che mi hanno conosciuto… Volerò di nuovo, spargerò speranze, regalerò sogni. Ciao, Gian Carlo”.



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