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È stata un’inaugurazione in grande stile quella che ha aperto la mostra “Warega, i signori della foresta congolese”, sabato 8 novembre, allestita presso i saveriani in via Piamarta 9, a Brescia. Resterà aperta fino al 1° marzo 2015 (orari feriali 9-12,30 e 14,30-17; domenica e festivi 14,30-18,30). Prima del taglio del nastro, il saveriano p. Gianandrea Tam ha inchiodato alla sedia i numerosi presenti con una conferenza brillante e avvincente.

In difesa delle tradizioni

Da quando, nel 1975, p. Tam ha cominciato a vivere nel Kivu, nella regione dei warega, ha guardato con simpatia alla loro cultura e ha cercato di conoscerla. Il cammino è stato lungo, fino ad arrivare a un’amicizia riconosciuta e apprezzata, che gli ha permesso di entrare progressivamente nel loro mondo.

La guerra aveva provocato una persecuzione contro i Bami da parte di Hutu, Tutsi e soldati governativi, che li ha costretti a privarsi dei loro oggetti tradizionali più cari. In quel periodo p. Tam si è prodigato per alleviare le loro sofferenze, anche economiche.

L’uncino, tramite tra culture

Un giorno i Bami si sono riuniti e hanno deciso di nominare il missionario “mwami”, cioè componente dei Bami, quasi vedendo in lui un erede del loro mondo culturale e conferendogli il nome di “Colui che è attento alle parole dei Bami”. Nel maggio 2012 gli è stato conferito il cappello, il collare di 22 denti di felino (simbolo dei 22 mwami presenti alla cerimonia), le perle antiche, il totem del pangolino, la borsa contenente gli oggetti iniziatici.

Ultimo dono dell’investitura è stato un uncino, per realizzare il proverbio dei warega: “dove non arriva la mano, arriva l’uncino”. È proprio questo il simbolo della funzione affidata a p. Tam: essere il tramite tra la cultura dei bami e l’Europa. Da allora p. Tam ha raccolto, conservato e portato alla conoscenza del nostro mondo centinaia di manufatti originali.

Tanti oggetti, tante anime

Ciascun oggetto acquista valenza e significato: tanti oggetti, tante anime…

E ora questi oggetti sono tra noi, ci raccontano magnifiche, potenti, misteriose storie. Non sono più semplici manufatti: diventano gli uomini che li hanno scolpiti e forgiati; sono diventati lucidi, scuri, compatti per l’uso costante. Hanno assunto vita e si sono aperti alla comprensione di chi sa vedere oltre le cose con gli occhi del cuore e della consapevolezza.

Dopo l’interessante conferenza di p. Tam, un centinaio di persone si sono trasferite nel salone, dove tutti sono rimasti a bocca aperta!

Tra gli ospiti anche il vescovo mons. Monari e l’assessore alla scuola del comune di Brescia, Roberta Morelli.

La mostra sta avendo un grande successo: ogni giorno di novembre ha avuto una o due classi in visita; anche dicembre ha già molte prenotazioni. Le guide sono molto impegnate e… soddisfatte; e anche le volontarie addette al mercatino dell’Equo solidale, che quest’anno è arricchito dai “presepi missionari”, preziosi manufatti dei saveriani di Vicenza e dell’artista sardo p. Gesuino Piredda.


Vi aspettiamo numerosi. Per informazioni, chiamate il numero 349 3624217



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