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Ci scrivono da: Indonesia, Taiwan, Italia, Sierra Leone

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Vocazioni indonesiane

Nella Grazia di questo Anno Giubilare c'è un nuovo motivo di "giubilo" per le Sorelle A.L.I.: il 23 gennaio a Padang (Sumatra), Indonesia, dove noi viviamo coi padri Saveriani la meravigliosa esperienza vocazionale missionaria "Ad Gentes", una nostra ragazza locale, Monica, ha pronunciato i Voti. Oltre alla speranza che rinnova nel cuore il fiorire di un nuovo boccio, questo evento stato "segno" dell'opera dello Spirito nei cuori. Monica era stata provata recentemente per la morte improvvisa della mamma che viveva a Giacarta col papà ammalato. Oltre al dolore per questa grave perdita, si è trovata di fronte a non pochi problemi familiari. Per Monica stata veramente luce ai suoi passi la Parola di Dio infatti, ha affermato che riflettendo sulle parole: "Cerca prima il Regno di Dio e il resto ti sarà dato" ha scelto di continuare la sequela di Cristo nel suo impegno religioso intrapreso tra le Assistenti Laiche Internazionali, A.L.I., fondate da don Giuseppe Brusadelli di Como. Questa testimonianza di fede che ci giunge dai nostri cristiani "giovani" nella fede ci rallegra e ci edifica. Il nostro grazie si esprime nel sostegno di preghiera per Monica e per tutte le giovani che osano rispondere "sì" al Signore che chiama, divenendo ricchezza per tutta la Comunità cristiana.

  • Franca Guidotti, A.L.I., Milano

Terremoto a Taiwan

Ti spero bene, almeno come noi qui tutti. Nell'ultimo resoconto della Procura, anche se non avevamo progetti specifici, abbiamo ricevuto varie donazioni per i terremotati di Taiwan del settembre scorso. Assieme ad altre offerte raccolte qui in parrocchia, sono tutte state devolute per la ricostruzione e ristrutturazione di cappelle al centro di Taiwan zona del terremoto. Le montagne sono popolate da nativi i quali sono tutti cristiani (cattolici o protestanti), abbastanza poveri a confronto del resto dei taiwanesi. Abbiamo preferito procedere in questo modo anche perché in loco ci sono i padri di Mary Knoll; ci siamo serviti di loro per devolvere gli aiuti ricevuti affinché non vadano persi. Mi sono recato personalmente a consegnare l'assegno. Ti saluto augurandoti "Buon anno cinese-anno del Drago" iniziato il 5 febbraio. Ringraziandoti di tutto, ciao.

  • p. Edi, Taiwan

Fare di tutti una famiglia

Quanto affetto in quella foto pubblicata su "Missionari Saveriani" di febbraio: volti sorridenti di padri che attorniano un compiaciuto e felice prof.Walter Gardini! Grazie p. Ettore; bravi amici Saveriani. Sempre vostro

  • Osvaldo S. - Milano

Possibile che queste pagine "convertano"?

La Sua di novembre mi dà conferma dell'ottimo giro del vostro giornale che anche nella mia comunità molto apprezzato. La nostra preghiera continuerà ad essere sulla vostra strada una presenza viva e costante, consapevole del nostro impegno nella Chiesa e accanto ai missionari. Ora le chiedo un aiuto: pensando che il suo giornale possa fare del bene anche a chi si allontanato dalla Chiesa per semplice protesta ad un rifiuto ricevuto, chiederei il favore di farglielo avere, nella speranza che faccia del bene alla sua anima e in seguito possa giovare al vostro Istituto stesso. Grazie! Vi siamo vicine con la preghiera.

  • Sr. Angela Maria, claustrale

A 81 anni torna in Sierra Leone

Anzitutto un sincero ringraziamento a te che hai pubblicato il mio appello per la moto. Ringrazio pure i lettori di "Missionari Saveriani" che hanno risposto alla mia richiesta con sorprendente generosità. A completare la mia gioia in questi giorni i Superiori hanno dato il via al mio ritorno in Sierra Leone. Ho avuto la grazia di cooperare alla nascita e crescita della Chiesa in Sierra Leone 50 anni fa e con lo stesso entusiasmo riopererò alla sua rinascita dopo una guerra biblica che ha cercato di distruggere ogni cosa. Ritorno, ma in realtà non sono mai stato così presente col pensiero e con la preghiera come durante la mia assenza forzata. La moto giù in Sierra Leone: mi aspetta. Tutta la mia riconoscenza e la mia preghiera per quanti hanno cooperato. Cordialmente.

  • p. Giuseppe Rabito, Sierra Leone

Scrive per i buddisti o per noi tutti?

Vivendo a Taranto, ho avuto occasione di conoscere la vostra opera a Lama. Mi capitato fra le mani il numero di dicembre di "Missionari Saveriani". Ho trovato, nelle pagine interne, l'articolo su la dea Ama che "vigila e protegge" la città di Macau; e ancora: tempietti ed incensi che "attirano la benevolenza degli dei". Allora sorge in me, impellente, una domanda: queste didascalie sono per noi cattolici di santa romana Chiesa, con tutto il bagaglio di dogmi e leggi che abbiamo, o sono per altri eventuali lettori? Voglia scusarmi, ma gradirei un chiarimento a riguardo. Grazie e con tanta stima.

  • Cesare C., Taranto

 

Risponde Padre Ettore

Rispondo con vero piacere alla domanda dell'amico di Taranto: sì, caro Cesare, il Paginone di dicembre del nostro giornale, che parlava del passaggio di Macao alla Cina, era dedicato proprio a te e a tutti i miei fedeli lettori, praticanti o meno, che non hanno avuto la fortuna di girare il mondo e venire a contatto con tanti popoli, culture e religioni che onorano Dio, Lo venerano, Lo pregano come noi cristiani; anzi, oserei dire, molte volte con maggior fede della nostra.

Queste conoscenze, questi contatti ci fanno del bene, ci spingono a vivere la nostra fede cristiana con maggior fede e coerenza. Del resto la Chiesa ci insegna che tutte le genti sono state redente da Cristo; la sua croce, il suo sangue sono segno e causa di salvezza anche per i 5 miliardi di persone che, oggi, nel mondo, vivono senza conoscerLo. Caro Cesare, non dobbiamo aver paura di avvicinare e stimare le altre religioni.

Nel suo recente viaggio in India, parlando a New Delhi, papa Giovanni Paolo II ha detto: "La libertà religiosa costituisce il cuore dei diritti umani. Essa talmente inviolabile da esigere che alla persona sia riconosciuta la libertà persino di cambiare religione, se la sua coscienza glielo domanda ciascuno infatti tenuto a seguire la propria coscienza in ogni circostanza e non può essere costretto ad agire in contrasto con essa". Ci non toglie che noi, come cristiani, abbiamo il dovere di diffondere le parole di Cristo e del suo Vangelo.

Padre Rabito, che il prossimo 6 marzo, a Dio piacendo, tornerà in Sierra Leone alla bella età di 81 anni, ci insegna che non si parte solo per "convertire gli infedeli" al cristianesimo, ma anche per vivere con protestanti e musulmani nella fraternità e nella reciproca amicizia.

p. Ettore, sx.



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