Chitarra, flauto e fotografia…
Iniziamo in questo numero a presentare i sette giovani che l'anno scorso sono arrivati nella comunità saveriana di Teologia, a Parma. Questo mese tocca a Yudis, dall’Indonesia.
Mi chiamo Yudis Aditya, ho 26 anni e sono originario di Magelang, nella regione di Giava Centrale, in Indonesia. I miei genitori sono insegnanti in una scuola statale. Mio padre si è convertito da musulmano a cattolico ed è stato battezzato quando era giovane. Mia madre invece è cattolica ed è molto attiva nella nostra parrocchia. Ho una sorella maggiore e un’altra minore, per cui io sono quello di mezzo!
Ho iniziato ad interessarmi alla vita missionaria quando ho partecipato per la prima volta alla celebrazione dell’ordinazione presbiterale dei missionari della Sacra Familia a Jogjakarta nel 2003. Frequentavo il terzo anno della scuola elementare. Avevo anche l’abitudine di visitare la tomba di p. Van Lith SJ, un missionario olandese che ha battezzato i primi cristiani giavanesi e ha costruito il primo seminario in Indonesia nel 1912. Da quel momento, ho sentito anch’io il desiderio di diventare missionario, proprio come lui perché, senza la sua vita missionaria, la gente di Giava non avrebbe mai conosciuto Gesù.
Nel 2009 sono entrato nel seminario minore dove ho frequentato le scuole superiori. Durante quel tempo, mi sono interessato alla missione di san Francesco Saverio e ho letto la storia di san Guido Maria Conforti. Ho conosciuto, per la prima volta, un saveriano quando p. Manuel Sanchez ha fatto visita al nostro seminario nel 2012. Ho dunque deciso di lasciare il seminario minore, per entrare dai saveriani direttamente al pre-Noviziato a Bintaro nel 2013. Lì ho trovato come formatore p. Daniele Cambielli. Eravamo 16 postulanti (adesso siamo rimasti 4). Ho proseguito la formazione nella casa della filosofia e poi, in Noviziato, culminato con la mia prima professione religiosa, il 1° luglio 2017 con 13 confratelli. Dallo scorso anno mi trovo a Parma per lo studio della Teologia.
Uno dei miei interessi è la musica. Prima di entrare in seminario suonavo la chitarra e negli anni del seminario ho imparato a suonare anche il flauto. Mi piace la musica perché è un linguaggio universale che può unire tutte le persone. Attraverso la musica, posso incontrare e dialogare con tutti, anche con coloro che sono di religioni o ideologie diverse dalla mia. Oltre alla musica, sono appassionato di fotografia e video maker. Penso che siano tutti strumenti utili per il lavoro missionario. Il mio sogno è poter svolgere la mia attività missionaria in Giappone o in Thailandia.







