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Da un incontro nasce qualcosa di nuovo

Chiara è amica di Francesco, e anche mia amica. Ci siamo conosciuti dieci anni fa. Me l'ha presentata Francesco e siamo diventati amici. Eravamo tutti molto giovani allora. Dicono che l'amicizia serve per aiutarsi a crescere e a diventare migliori.

Penso proprio che Chiara sia diventata una buona amica. Devo confessare che ha sempre esercitato su di me un fascino particolare.

È il Signore che me l'ha fatta incontrare. Sempre pacate le sue parole; sorridente il suo viso. Dopo dieci anni non è cambiato nulla. È una fortuna avere buoni amici. Chi trova un amico trova un tesoro, dice la saggezza popolare. E Chiara è un tesoro.

“Non penso, gusto il silenzio”

Una volta le chiesi: “A cosa stai pensando?”. Dopo un attimo di silenzio, rispose: “Non penso a niente; sto gustando il silenzio”. Queste parole suscitarono in me curiosità. Le chiesi: “Come fai a gustare il silenzio? Insegnalo anche a me”. Detto fatto, mi invitò a seguirla. Camminammo per alcuni minuti, finché ci sedemmo su una panchina del parco. Era una bella giornata di sole.

Chiara mi invitò ad ascoltare i rumori che sentivo e a descriverli. Come un bambino, mi misi in ascolto e descrivevo tutti i suoni che riuscivo a distinguere. La voce di una signora che parlava al suo cagnolino. Il rumore di un aereo che passava. Le automobili che frenavano al vicino semaforo e poi ripartivano. Dopo un po' non avevo più nulla da dire. Mi sembrava di avere detto tutto quello che ero riuscito a sentire...

Chiara mi invitò ad ascoltare con maggiore attenzione. “Ascoltare cosa?”, chiesi. La sua risposta:” Non parlare. Ascolta in silenzio. Taci ancora, e sentirai cose che non noti mai! Non riesci a sentire il vento che muove le foglie? Non senti l'acqua della fontana che scorre? Non riesci a sentire la voce degli insetti nel giardino?...”.

Il giardino del silenzio

Ricordo che rimasi stupito. Feci come mi disse. Rimasi in silenzio, proteso ad ascoltare questi suoni tenui, che normalmente non avvertivo, perché preso da tante cose. Ogni tanto lei mi guardava e metteva le dita sulle labbra, come fanno i bambini, per invitare al silenzio.

A un certo punto mi disse: “Adesso chiudi gli occhi e ascolta. Ascolta prima con le orecchie e poi con il cuore”. In quel giardino, che è diventato il giardino del silenzio , rimasi così per dieci minuti, proteso nell'ascolto. Avvolto dal tiepido sole autunnale, fu un esperienza unica. Dopo un po', cominciai a pensare che anche il mio respiro produceva un rumore; anche il cuore che batteva aveva il suo rumore.

Questi suoni ci accompagnano sempre. Sono quasi impercettibili, eppure sono sempre con noi. Siamo così abituati a sentirli che non ce n'accorgiamo neppure.

Anche Dio sente e ascolta

Chiara continuò con altre domande poetiche: “Ogni foglia che cresce non ha forse una sua voce? Ogni onda del mare non canta la sua canzone di lode a Dio? Tutte le persone che sono sulla terra non hanno forse un cuore che batte a modo suo? Tu pensi che Dio ascolti le parole che escono dalle lingue diverse di tutte le razze umane che vivono sulla terra? Non hai mai pensato a come il Signore sia felice di sentire la vita che cresce e che si svolge in tutto l'universo? ...“.

Le domande di Chiara continuarono con estremo realismo: “Certamente Dio sentirà anche i lamenti, le grida di dolore, le imprecazioni, le parole che fanno male..., non ti pare? Dio sentirà i rumori delle ruspe che distruggono le foreste? Dio sentirà i colpi delle armi da fuoco? Sentirà il lamento di chi è solo nel dolore e piange nel suo cuore?”.

Cominciai a capire cosa significavano quelle parole: “gustare il silenzio”.

La scuola del silenzio

I veri amici ti aiutano a fare le scoperte della vita, perché ti vogliono bene. Tu li ascolti perché vuoi loro bene e ti lasci aiutare da loro. Così si migliora. Si diventa più umani, più cristiani. L'amica Chiara mi ha introdotto nel mondo del silenzio, riattivando in me la capacità di gustare i suoni, anche i più impercettibili. I suoni si percepiscono nel silenzio. E più il silenzio è profondo, più si avvertono con distinzione. Sono suoni diversi: ognuno ha la sua origine, il suo significato. Ogni suono suscita emozioni, ricordi, sentimenti, riflessioni.

Così Chiara mi ha accompagnato alla scoperta di un mondo pieno di vita, che si chiama “realtà”. Le domande di Chiara mi avevano portato nel silenzio; mi avevano fatto gustare la pace di un tardo pomeriggio autunnale. Quelle stesse domande che mi avevano messo alla presenza di Dio, poi mi avevano portato anche alla presenza di tutta l'umanità, con i suoi tanti problemi. La scuola del silenzio di Chiara è stata formidabile. Fu una bella esperienza. È durata poco tempo, ma è stata efficace.

La nostra amicizia ha più di dieci anni: io sono missionario e lei è suora di clausura. Lei adesso canta ogni giorno le lodi di Dio nel monastero. Io cerco di spiegare il vangelo del Signore alle persone che incontro.



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