Che senso date alla vostra vita?
A maggio 1979 usciva il nuovo Catechismo dei Giovani “Non di solo pane”, rivolto ai giovani dai 18 anni in avanti, affinché da una responsabile accoglienza e da una viva mediazione ecclesiale - nelle diocesi, nelle parrocchie, nei gruppi e movimenti giovanili - potessero prodursi ancora più chiari orientamenti nei confronti dell’evangelizzazione e catechesi dei giovani.
Don Bruno Burattini volle diffondere subito questo Catechismo, che era stato scritto con un linguaggio difficile da comprendere, invitando i giovani delle varie parrocchie della diocesi di Ancona-Osimo (Camerano, Torrette, Misericordia, Borgo Rodi, Filottrano, Osimo...) ad incontrarsi presso i Saveriani che a all’epoca avevano la sede a Posatora. In questo gruppo, che si incontrava una volta al mese, partecipavano anche i Novizi dei Saveriani che venivano ad Ancona per un anno (prima di iniziare lo studio della Teologia), per maturare la loro scelta vocazionale missionaria. Questa condivisione ha creato in molti di noi una verifica e un confronto per ricercare e mettere a fuoco la nostra vocazione, confrontandoci non solo con presbiteri adulti, ma anche con giovani seminaristi.
Qui è cresciuta e ha maturato la sua scelta Silvia Strologo, fino al 1981 anno in cui ha terminato il liceo ed è partita per Parma per iniziare il suo cammino vocazionale. Con Silvietta ci siamo conosciuti e condiviso il cammino “Non di Solo Pane” dal 1977 al 1981. Erano gli anni della nostra adolescenza quando gli amici preti ci chiedevano: “Che senso date alla vostra vita?”. Questa domanda aveva contagiato Silvietta e tornava puntuale nei nostri dialoghi. Piena di speranza, cercava ogni occasione per dare una risposta, rimanendo però sempre legata alla realtà quotidiana che viveva. Fin dal primo incontro, mi ha colpito la ricchezza delle sue parole e l’entusiasmo che aveva per la ricerca della strada che il Signore aveva previsto per lei. Era sempre lieta ed il suo sguardo mi colpiva perché per lei ogni rapporto di amicizia era un prezioso maestro di vita.
Silvietta ha iniziato così la formazione missionario-religiosa tra le Missionarie di Maria-Saveriane. Nel 1986 emette la prima Professione. Dopo un anno di servizio in Casa Madre, va a Roma a completare gli studi teologici ed ottiene, presso la Pontificia Università Gregoriana, il baccellierato in teologia. È destinata alla missione del Giappone e nel 1989 si reca negli Stati Uniti per lo studio dell’inglese. A New York cominciano a manifestarsi i primi sintomi della malattia. Silvietta continua lo studio, ma nell'incertezza e nell’ansia per la salute. Viene operata per asportare un tumore maligno il giovedì santo del 1990. È l’inizio del suo calvario, che lei chiama la sua seconda vocazione. Rientra a Parma dove procede con le cure. Il 31 maggio 1992, nella parrocchia della Trasfigurazione, Silvietta pronuncia il sì definitivo al Signore con la professione perpetua. Il 7 gennaio 1993 Silvietta sale al cielo. La sua morte ha suscitato una vasta eco di rimpianto e di testimonianze affettuose, soprattutto da varie persone che hanno avuto modo di conoscerla nel periodo della malattia.
Dal 22 al 29 ottobre 2023 la parrocchia di Camerano ha ricordato Silvietta Strologo a 30 anni dalla morte. Una vita breve (4 febbraio 1962 - 7 gennaio 1993) da ragazza spensierata a missionaria Saveriana.
In particolare, l’hanno ricordata con una speciale iniziativa un gruppo di amiche di Camerano che con lei hanno condiviso l’adolescenza e un breve ma intenso cammino di fede negli scout e in parrocchia dove, alla sua memoria, è dedicata una stanza.







