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''Che aspetti a diventare santo?'', Mamma Franca...

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Vorrei condividere con voi, lettrici e lettori di "Missionari Saveriani", una bella esperienza che sto vivendo negli ultimi mesi, mentre accompagno la mia anziana madre Franca a vivere con serenità e con fiducia questa faticosa ma entusiasmante tappa della sua vita.

Una fede più genuina

Vi confido che provo le stesse emozioni di un tempo, fatte di gioia e timore, di speranza e sofferenza, che sentivo nella mia missione africana, quando accompagnavo i nuovi cristiani al battesimo. Si tratta di quella immensa novità di vita che sboccia continuamente e che non ha nessuna età, capace solo di essere curiosa di tutto e di voler ancora apprendere.

Eppure mamma Franca di fede ne ha avuta tanta; ma direi che oggi è più genuina e si concentra sull'essenziale. Alle cinque di ogni pomeriggio la sua giornata si ferma e lei si prepara a seguire attenta le celebrazioni che trasmette Radio / TV "Padre Pio": il rosario, la Messa, l'ora di adorazione. Ed è sempre pronta, e direi anche molta curiosa, di voler capire, scoprire e aggiornarsi.

Mamma Franca è piccola di statura. La sua quarta età l'ha resa ancora più piccola e fragile, ma ha un cuore grande come il mare, pieno di sentimenti del passato e del presente e capace di grandi emozioni, soprattutto nei suoi ragionamenti semplici e profondi. Tante volte dico che se mia mamma avesse fatto gli studi superiori ci avrebbe certamente stupiti. E così la paragono a quelle sagge donne della sacra Scrittura, timorate di Dio.

A colloquio con il Conforti

Non cammina più speditamente, come una volta, perché le sue ginocchia sentono il peso degli anni e delle sofferenze passate, soprattutto durante i lunghi nove anni in cui è stata accanto al papà per accudirlo, medicarlo e, fortunatamente, pregare con lui. A 92 anni è ancora lei la grande padrona di casa, che tiene sempre pulita e ordinata.

Guai a toccarle i saveriani! Li ama tutti, anche quelli che non ha mai conosciuto. Ricorda con affetto tutti quelli che sono passati a trovarla e che ha conosciuto a Parma, Cremona, Alzano Lombardo... Di alcuni miei confratelli in Africa, pur non avendoli mai visti, ricorda il nome e il loro lavoro specifico. E poi la sera, mentre sgrana il rosario, li affida tutti alla Madonna. Più di una volta l'ho trovata in cucina, davanti all'immagine del beato Conforti, mentre ad alta voce parlava con lui e gli diceva: "Ma cosa aspetti ancora a farti fare santo? Anch'io vorrei venire a Roma quel giorno...".

Perché Dio fa ammalare i missionari?

In questo ultimo anno mamma Franca ha scoperto le biografie dei confratelli saveriani. Qualche mese fa, mettendo in ordine il mio tavolo di lavoro, aveva trovato una delle biografie di confratelli deceduti, che il nostro istituto prepara in loro ricordo. Si era messa a leggere, ma non riusciva e ripeteva: "Ma come faccio a leggere? Lo scritto è troppo piccolo e la mia vista non mi regge più...".

Poi mi sono accorto che era andata in camera a racimolare in uno dei suoi cassetti per ritrovare una lente d'ingrandimento, quella che comunemente usava per leggere il nostro mensile "Missionari Saveriani". Da allora non si è più  fermata. E mi riempie di domande: "Ma perché non lo fate santo? È bello, è una vita stupenda! Perché il Signore fa ammalare i missionari?", esclama tutte le volte che arriva a leggere l'ultima riga...

Recentemente, ho ricevuto le biografie di p. Gaetano Perlini, missionario in Giappone, di p. Giovanni Pes, missionario in Congo, di p. Pietro Grappoli, missionario in Indonesia, e di altri confratelli che il Signore ha chiamato a sé... Mamma Franca le ha quasi divorate. Ogni sera, al mio rientro in casa, mi rende partecipe delle sue scoperte. Mi dice quello che ha letto e mi ripete il suo ritornello: "Ma perché Dio fa ammalare i missionari? Dopo tutto il bene che hanno fatto, perché li fa ammalare? I missionari sono dei santi!".

Mamma Franca ha ragione: se non siamo "santi", dovremmo almeno sforzarci di diventarlo!



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