Vai al contenuto principale

Carisma è missione: Sacro Cuore missionario

Condividi su

Un giovane brasiliano, Jão Evandro, si consacra alla missione con i voti religiosi nella famiglia saveriana. È nato nel nordest del Brasile, ma è cresciuto in Amazonia, dove i genitori erano emigrati in cerca di lavoro. Lì ha incontrato i saveriani e, camminando con loro nelle comunità di base, ha ritrovato il senso della sua vita, offrendola a Dio per l’evangelizzazione dei non-cristiani. "Voglio essere - ripete - come quei saveriani che venivano a trovarci fin là dove mio padre lavorava, percorrendo chilometri e chilometri".

Consacrazione, appartenenza totale ed esclusiva al Padre, per essere inviati come il Figlio ad annunciare l’amore del Signore per tutta l’umanità. Una piccola pietra nella costruzione di quel mondo di giustizia, fraternità e amore che si può costruire a partire dalla pietra fondamentale, Gesù Cristo il vivente.

Evandro penta missionario il 15 giugno, festa del Sacro Cuore, simbolo dell’amore di Cristo per l’umanità. La scelta del giorno non è casuale. È il Cuore che "vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore" (Mt 9,36). Il Cuore mite e umile che sente nostalgia delle altre pecore che ancora non hanno avuto la possibilità di stare con lui, ma sono sue e allora... "anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e penteranno un solo gregge e un solo pastore" (Gv 10,16). Il beato Conforti interpreta così per i suoi missionari questo desiderio di Gesù: "formeranno una sola famiglia cristiana che abbracci l’umanità".

Questo Cuore, innalzato da terra e trafitto, vuole attirare a sé ogni donna e uomo della terra (cf. Gv 12,32). Cuore ferito che chiede impegno per la costruzione della fraternità che egli è venuto ad annunciare e realizzare. Infatti, dopo aver rivelato compassione per le folle, Gesù dice ai discepoli: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe".

È significativo che il giovane Conforti, notificando al cardinal Ledochowski la sua intenzione di fondare un istituto missionario, dice di affidarsi al "pin Cuore che palpitò e soffrì per tutti i popoli della terra".

Ecco, amare e soffrire per tutti i popoli della terra.

Due verbi che tutti possiamo coniugare, ognuno vivendo la propria vocazione, nel luogo e nel lavoro a cui Dio ci chiama.

João Evandro lo fa offrendosi come missionario saveriano. Lo sa che dovrà amare molto e anche soffrire, per lasciare la sua famiglia e la sua terra, per adattarsi a climi e culture persi; ma si consacra con la gioia di chi è cosciente di rispondere a un appello del Maestro e di saziare la sete di un Cuore che "palpitò e soffrì per tutti i popoli della terra".



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2550.76 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Maggio 2024
Il cardinale Matteo Zuppi stato ospite dei Saveriani di Parma per il convegno “Il cammino del Vangelo in Africa, l’esempio della Sierra Leone”. L’eve…
Edizione di Febbraio 2013
Dopo l'attesa dell'avvento abbiamo visto spuntare la "grande Luce" che ha illuminato la santa notte del Natale con la gioia della nascita del Bambino…
Edizione di Febbraio 2014
Da anni, la terra Sabina sperimenta un cammino di comunione con il Burundi. A iniziare era stato il compianto p. Fiore D’Alessandri - che in Burundi…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito