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Carisma è missione: ...E ne è rimasto rapito!

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Esclama il profeta Geremia: “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto forza e hai prevalso”. Non ho trovato altre parole, per concludere questo nostro “anno saveriano”. Con piccole e scolorite pennellate, ogni mese ho ricordato alcuni momenti del misterioso intrecciarsi di due esistenze: Francesco Saverio e Guido Conforti. Sono due avventure di santità ben riuscite.

Proprio il Conforti, parlando ai missionari partenti, dice: “Il missionario è la personificazione più bella e sublime della vita ideale. Egli ha contemplato in spirito Gesù Cristo, che addita agli apostoli il mondo da conquistare al vangelo, non con la forza delle armi, ma con la persuasione e con l’amore, e ne è rimasto rapito. A questo ideale egli sacrifica la famiglia, la patria, gli affetti più cari e legittimi... Armato unicamente della croce di Cristo, pronto sempre a versare il proprio sangue, se questo sarà necessario, per il bene dei fratelli, anzi con il desiderio in cuore di suggellare con il martirio il proprio apostolato”.

Quando pronunciava queste parole, il beato Guido non si accorgeva di star delineando la figura del Saverio e, ancor meno, di star facendo il suo autoritratto.

“Sedotto, rapito...” - le parole possono cambiare, ma la realtà è la stessa. Francesco aveva scritto: “Coloro che gustano la croce di Cristo nostro Signore, si riposano giungendo a queste tribolazioni e muoiono quando da esse fuggono o se ne trovino fuori. È peggio della morte, vivere lasciando Cristo, dopo averlo conosciuto”. E Conforti gli fa eco: “Non è possibile fissare lo sguardo in Gesù Cristo, modello divino dei predestinati, senza sentirsi eccitati a reprimere tutte le passioni, a trionfare di tutti i vizi, a compiere ogni più arduo sacrificio”.

“Innamorato di Cristo” - perché è il suo amore che imprigiona e libera (paradosso dell’amore!) il missionario, lanciandolo verso altre terre, tra altri popoli. L’innamorato Francesco Saverio grida: “Signore, sono qui; cosa vuoi che io faccia? Mandami dove vuoi e, se necessario, anche fra gli indiani”. Guido Conforti, quattrocento anni dopo, esclama: “Ti seguiremo ovunque tu vada, andremo dovunque tu voglia, sarà nostra gloria stare per tutta la vita ai tuoi ordini”.

Si tratta di una militanza in cui le armi e ogni segno di potenza sono escluse: solo la parola del vangelo, la persuasione pacifica, l’amore gratuito per tutti. È dono di sé fino al sacrificio della vita, come Cristo. Donàti senza riserve e senza sconti, superando gli ostacoli e ogni muro di separazione, per raccontare a tutti Gesù, figlio di Maria nato Betlemme, Figlio di Dio morto per tutti, fratello e salvatore universale.



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