Busimba, villaggio dei lebbrosi
Domenica 27 gennaio abbiamo celebrato la giornata mondiale contro la lebbra, voluta dal grande apostolo dei lebbrosi, Raoul Follereau. Anche la bibbia parla di lebbra e ci presenta due casi di lebbrosi guariti in modo miracoloso. Il lebbroso Naaman nell'antico testamento e i dieci lebbrosi nel vangelo.
Naaman, il generale della Siria lebbroso, abituato a comandare, pensava che il profeta Eliseo avrebbe agito con la stessa vanità dei potenti. I suoi servi lo hanno "sgonfiato": lascia da parte il suo orgoglio ferito e obbedisce. Così ottiene la guarigione e la salvezza.
Nel vangelo, dieci lebbrosi chiedono a Gesù di essere guariti. Tutti e dieci vengono mandati dai sacerdoti. Tutti e dieci guariscono, mentre vanno a mostrarsi ai sacerdoti, come aveva detto loro Gesù. Ma uno solo, quando si è visto guarito, ha capito che c'era qualcosa di nuovo. È tornato indietro, ha creduto in Cristo e ha ottenuto la salvezza.
Quando ero in Zaire, nella missione di Fizi, ho conosciuto la piaga della lebbra. Busimba era un villaggio abitato da lebbrosi. Avevano la cosiddetta "lebbra secca", che non produce piaghe, ma rende insensibili le estremità delle mani e dei piedi. A causa di questa insensibilità, ci si ferisce senza rendersene conto e, un po' alla volta, si perdono le dita delle mani e dei piedi.
Desidero fare con voi una riflessione. La lebbra è una malattia tanto orribile quanto facile da curare. Bastano due sulfoni la settimana: una cura che costa meno di 10 euro l'anno.
Come mai questa tragica realtà ancora oggi, nella nostra società che ha vinto tante malattie, colpisce milioni di persone al mondo?








