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Scendendo a colazione, Nicola ha esclamato: “Che bella giornata oggi!”. “Ho aperto la finestra e ho visto un sole splendido”, ha aggiunto il giovane studente di prima teologia.

In fondo, il sole è ciò che cerchiamo sempre, soprattutto in questo tempo estivo. Al mare, in montagna, nelle nostre case… amiamo esporre il corpo ai suoi raggi, per una buona abbronzatura e per gustare quel senso di benessere che nasce dall’essere accarezzati dalla sua luce.
Il sole! “Laudato si’, mi’ Signore… specialmente messer lo frate Sole, lo quale è iorno et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore…”. San Francesco lo contemplava come la più bella tra le creature, quella che più di ogni altra rimanda al Signore, tanto che la Scrittura chiama Dio “Sole di giustizia”. E un filosofo osservava: “Fratelli miei, fate attenzione ai momenti in cui la vostra mente parla per simboli: lì nasce la vostra virtù”.

Per Francesco, la lode e la gioia nascono anzitutto dalla luce. Sono sorgenti di luce il sole, la luna, le stelle, il fuoco: nel cosmo tutto diventa epifania. Ma tra queste realtà, il sole occupa il primo posto: così bello, così radiante. Il sole è salutato come sorgente del giorno: da lui nasce la luce che sveglia il mondo e apre il cuore al sogno. È il “gran signore”, il più nobile tra le creature: “messer lo frate Sole”. Sta in relazione con la terra, immagine materna e feconda. Il signor Sole e la signora Terra, insieme, generano la vita. Il sole è sorgente fondamentale, principio di fecondità: quasi un padre. Per questo Francesco può dire: “de te, Altissimo, porta significazione”. Il sole parla agli occhi, ma anche all’anima.

Eppure, non abbiamo il coraggio di fissarlo nel suo pieno splendore. Ricordo in Africa: il sole cadeva perpendicolare sulla mia testa e non vedevo neppure la mia ombra. Ero completamente abbagliato dalla luce. Ed è così affascinante anche quando nasce al mattino o si spegne la sera, dipingendo il cielo dietro una palma o sopra i profili dei monti. Certo, il calore che porta, spesso è davvero troppo (ma non è solo colpa sua!). Chi sa davvero guardare e vivere, sente questa luce scorrere dentro di sé, come nel sangue: una luce che impregna di generosità e trasforma la vita, rendendola capace di riflettere ciò che contempla.



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