Buona Pasqua di doverosa pace da Salerno
Il 9 aprile riecheggerà, ancora una volta, in ogni parte del mondo l’annuncio della Chiesa: Gesù, il crocifisso, è risorto. Alleluia. L’annuncio di Pasqua non è una via di fuga di fronte alla sempre più difficile crisi ecologica, sociale ed economica, ai conflitti armati che non cessano e agli arsenali militari che si rafforzano.
In questa terribile notte di sofferenza e morte preghiamo e lottiamo affinché presto sorga una nuova alba di speranza. “Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa” (Isaia 43,19). Cari fratelli e care sorelle credenti nel Risorto, dobbiamo essere capaci di gridare PACE nel deserto degli uomini, annunciando l’opera di Dio, che pare affievolirsi e diventare un timido bisbiglio, mentre avanza il mostro della guerra, tra lo smarrimento e l’impotenza che s’addensano.
Deve alzarsi anche oggi la nostra voce ad annunciare speranza, ad indicare una strada nuova, a dire che una nuova umanità può sorgere tra le rovine che il male semina nei cuori e nelle città. È Pasqua ogni volta che si generano atti di carità che diventano benedizioni per uscire insieme, mano nella mano, dal tunnel dell’egoismo e individualismo. Cristo, vincitore del peccato, della paura e della morte, ci esorta a non arrenderci al male e alla violenza. Lasciamoci vincere dalla pace di Cristo! La pace è possibile, la pace è doverosa, la pace è primaria responsabilità di tutti.
Tutto questo sulle orme di San Guido M. Conforti che augurava, nel 1913, Buona Pasqua affermando: “Cristo è veramente la resurrezione e la vita. Egli è veramente il trionfatore, perché ha trionfato nelle menti e nei cuori ed ha fondato un regno che non vedrà tramonto: il regno della verità e della giustizia, il regno della vera libertà e fratellanza universale, destinato ad unire tra di loro, con il vincolo soave della carità, i popoli tutti della terra per formare una sola grande famiglia”. Da Lui impariamo ad amare con forza e tenerezza per ricevere e dare il dono della pace di cui abbiamo tutti tanto bisogno.
p. Rosario e la comunità saveriana di Salerno







