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Gridava: “Non ci vedo, non ci vedo più. Cosa mi è successo? Chi mi ha chiuso gli occhi?”. Bartimeo vedeva compromessa tutta la sua vita, nessuno si sarebbe più curato di lui. Cieco, senza appoggi, mendicante, sempre con la mano a chiedere aiuto e ricevere rifiuti da quelli che pensavano che Dio lo avesse punito per chissà che cosa. E così cominciò la sua vita di paese in paese. Qualcuno, ogni tanto, gli gettava un pezzo di pane, ma non sempre riusciva a prenderlo. Pregava sempre il Signore Onnipotente che gli restituisse la vista. Ma ormai non ci credeva più. Gli anni passavano. I soldati romani lo deridevano e gli gettavano qualche soldo. Sentiva i canti allegri dei giovani e i commenti cattivi dei commercianti. Solo qualche donna compassionevole si fermava per lavargli il viso e dargli qualcosa da mangiare e da bere. Era solo e abbandonato da tutti, anche dalla sua famiglia che pensava che quel figlio fosse una disgrazia per loro. Ma un giorno si sentì stranamente felice. Si disse che forse il Signore si sarebbe ricordato di lui. Rumori e canti annunciavano che stava arrivando qualcosa di nuovo. Chiese a qualcuno: “Ehi, fermati un attimo. Cosa succede? Non posso vedere, però sento che sta arrivando qualcuno di importante. Dimmi chi è”. “Bartimeo, forse oggi è arrivato il tuo giorno fortunato. Sta passando Gesù il Nazareno. Prova a chiamarlo…”. Così cominciò a gridare, senza smettere un attimo. Qualcuno voleva farlo tacere. Ma Gesù disse: “Fatelo venire qui da me; voglio conoscerlo”. Bartimeo si avvicinò a lui, lasciando il mantello, i pochi stracci e anche le poche monete ricevute. Gli disse: “Gesù, mi aiuti a vedere il mondo con occhi nuovi, con i tuoi occhi?”. “Bartimeo, aprili e non chiuderli più; cammina e dì a tutti che, se anche sei cieco, puoi vedere. Basta volerlo. Cammina e non ti fermare più”.



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