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Aneddoti di Vita Missionaria

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Per una famiglia vivace

“Basta, è ora del rosario", intervenne la madre per mettere fine al fracasso della truppa, quattro femmine e tre maschi, senza contare Zelfira, di sette mesi, che, quando ci si metteva, strillava per tutti. "Ancora?" brontolò Pedrinho. "Però, quando ti chiamo a mangiare, non rispondi mai ancora", lo ammonì severa la madre.

I sette figli, compreso il padre, obbedirono. Helena collocò in mezzo al tavolo l'edicola con la statuetta della Madonna di Lourdes, Teresinha accese due candele, Jandira avvicinò il carrettino di Zelfira. Ognuno spinse davanti a sé una sedia, s'inginocchiarono sull'assito e la madre attaccò il primo mistero doloroso.

Fuori la notte metteva paura. Il vento fischiava e ululava attraverso le fessure della casa tutta in legno, la scuoteva come se volesse strapparla dal suolo. Lampi abbaglianti solcavano il cielo. Tuoni cupi e prolungati si susseguivano come se il villaggio di Rio Branco, e più in là Erexim, sede del municipio, stessero per schiantarsi.

Tra sospiri e tremiti di paura si giunse alla fine del rosario. Ma nessuno ebbe il coraggio di accedere al piano superiore per mettersi a letto. Solo il papà Luiz salì per ridiscendere immediatamente con alcune coperte con cui si infagottarono, distendensi poi sul tavolato.

Impossibile prendere sonno. Ognuno, in silenzio, rimase in ascolto del vento che sibillava. Ad un tratto uno schianto e in tutti la sensazione di una capriola per ritrovarsi poi a terra intontiti e coperti da un ammasso di rottami.

La mamma cominciò a chiamare uno per uno i sette figli che singhiozzavano, mentre il papà raccomandava inutilmente la calma. Poi il vento si placò come d’incanto e nel cielo ridiventato pulito apparvero le stelle.

Il primo ad arrivare sul luogo del disastro fu Silvio Roman che si limitò a chiedere a gran voce: “Siete tutti vivi, tutti salvi?”, senza sapere da che parte girarsi. Subito dopo accorsero Maurizio, Gaiardo, Telemaco, Adolfo e Riccardo. Vennero accesi dei fuochi per aver luce sufficiente onde cavar fuori dalle macerie quei poveri cristiani che non cessavano di invocare aiuto.

Al primo chiarore del giorno, fu possibile rendersi conto dell’accaduto. La casa era stata divelta, sollevata come una paglia, capovolta e depositata venti metri più in là ma sfasciata. Soltanto le tegole, la mobilia e le stoviglie andarono in frantumi. Genitori e figli se la cavarono con lievi ammaccature, ma nessun ferito grave.

E si potè osservare il cammino percorso dal vento: una fascia tortuosa di circa cinquanta metri di larghezza per alcuni chilometri di lunghezza su cui non era rimasto eretto un filo d'erba. Tra i detriti fu ritrovata l'edicola ridotta in pezzi, mentre la statuetta di venti centimetri della Madonna di Lourdes era intatta e sembrava in attesa delle due candele che Terezinha ogni sera le accendeva.

p. Silvano Zennari



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