Altra mostra, altro successo
Gli indonesiani si rivolgono al pubblico con le parole “saudàra, saudàri” (fratello, sorella). Non usano il termine “signori” che allontana, o “amici” che è generico, ma “fratello e sorella”: parole che trasmettono affetto e disponibilità. Questo spirito di fratellanza, insieme a “bhinneka tunngalIka” (uniti nella diversità), è il grande messaggio che ci viene dall’Indonesia e che abbiamo cercato di comunicare attraverso il percorso della dodicesima mostra, che si è conclusa il 24 febbraio. Con nostalgia i volontari hanno liberato le vetrine, imballato gli oggetti, smantellato i pannelli e la capanna di bambù.
Attestati di stima e fiducia
Sembra trascorso un attimo dall’inaugurazione, con le conferenze di p. Stefano Coronese e dell’antropologa Maria Averoldi, seguite dallo spettacolo di 25 danzatori e danzatrici venuti appositamente da Jiakarta, alla presenza dell’ambasciatore presso il Vaticano. La chiesa di San Cristo era stracolma e il successo è stato veramente straordinario. Anche i quotidiani locali si sono interessati all’evento e hanno pubblicato numerosi articoli.
Nel salone della mostra sono passate scolaresche di ogni tipo. Abbiamo accolto gruppi, oratori, scout, anziani, disabili, amici e famiglie intere. Sono stati allestiti interessanti laboratori e tutti i ragazzi sono tornati a casa portando oggetti costruiti con le loro mani. Alcune insegnanti hanno impostato le “tesine” del 3° anno sui contenuti della mostra e questa ci è sembrata una prova di fiducia e stima per i saveriani e per il gruppo dei volontari. Ne siamo felici e grati.
Tanti visitatori, anche dell’altro mondo
Sono proseguite anche quest’anno le visite delle squadre sportive di Brescia (calcio, pallanuoto e basket), accolte con entusiasmo e vivacità dai ragazzi delle scuole. È intervenuta anche una delegazione di professori universitari di Tula (Russia), che si trovavano a Brescia per lavoro.
L’ospite arrivato più da lontano è stato un medico australiano che ha lasciato sul quaderno dei visitatori la propria firma accompagnata dal disegno di un piccolo canguro. “Canguri e varani, Australia e Indonesia si sono incontrati a… Brescia. Com’è piccolo il mondo!”.
Ogni giornata di questi quattro mesi è stata fonte di entusiasmo, di arricchimento culturale e divertimento.
Le mostre allestite ormai da 12 anni sono eventi importanti e unici a Brescia. La gente l’ha capito, tanto che sono stati diecimila i visitatori quest’anno. Un bel traguardo quindi, che ci sprona a proseguire su questa strada, con l’appoggio e l’esperienza dei saveriani. Come sempre, c’era anche il mercatino equo-solidale. Il ricavato degli oggetti finanzierà un progetto di aiuto per i missionari delle isole Mentawai.
La cena con tanti amici
L’evento si è concluso sabato 1° marzo con la cena indonesiana che ha accolto 120 ospiti. È stato un trionfo di profumi e sapori esotici: involtini, riso saltato con verdure e gamberi, spiedini di pollo, manzo con cocco grattugiato e infine torta verde con foglie di pandan. Ringraziamo la signora Ina che, con 4 aiutanti indonesiane e alcune nostre volontarie, ha lavorato per molte ore, facendoci conoscere il sapore e il profumo della sua amata Indonesia.
Per finire vorrei lasciare come regalo le parole appassionate di p. Stefano Coronese, per tanti anni missionario in Indonesia. “Visitare la mostra significa prendere il sorriso di questa gente e metterlo in tasca per riprenderlo nei momenti tristi della vita.
Ti accompagnerà e ti ricorderà la leggerezza del passo, la visione delle cose al di là dei tuoi confini, la gioia di vivere e condividere”.







