Al centro d’ascolto s’impara
Quando il giovedì pomeriggio vado al centro d’ascolto della “strada” di Ancona, mi sento a casa. I fratelli che incontro sono la mia famiglia, la mia gente. Non ci sono barriere di etichetta, galateo, manipolazione…. Tutti parlano liberamente senza paure o censure. Ognuno rispetta le idee e l’esperienza altrui. Si respira aria di condivisione e comprensione, di fraternità e amicizia.
Oserei dire che c’è proprio un clima di compassione reciproca. Traspare una grande saggezza, scolpita nelle gioie e nelle sofferenze di ciascuno.
Essendo poveri, senza fissa dimora, di varie nazionalità e religione, questa comunione è mistica, parla della presenza di Dio. Non si vedono invidie e gelosie, ma solo un “noi”.
Gli interventi sono trascritti e riassunti da qualcuno che fa da segretario su un cartellone, poi esposto per tutta la settimana. I temi partono dalla realtà che ci accomuna, fatta di emarginazione, sfide e anche gioie. I cittadini spesso non hanno occasioni come queste, né hanno la libertà e lo spirito critico che ci sono qui al “centro d’ascolto”. E questa è la Buona Notizia ai poveri che Gesù è venuto a portare e che s’impara insieme.
L’obiettivo basilare è aiutarsi per il riconoscimento della dignità umana e dei diritti a casa, lavoro e integrazione sociale.
Ma c’è anche il dialogo religioso e la preghiera verso l’unico Dio, Creatore di tutto il genere umano. Insomma, è come una piccola comunità di base.







