Chi desidera camminare?
Mi presento. Sono Alessio Crippa, secondo figlio di una famiglia di artigiani del legno, originario di Lissone, in Brianza. Sono contento di essere stato accolto qualche settimana fa dalla comunità di Salerno per vivere in vostra compagnia il periodo che mi separa dall'ordinazione presbiterale.
Il 7 e 8 dicembre a Parma ho vissuto la professione dei voti perpetui nella famiglia saveriana e l'ordinazione diaconale, insieme a tre “compagni” di cammino della bella comunità multiculturale della teologia: Carlos, Emmanuel, Juang.
Desiderio di una vita libera
È questo davvero un tempo “speciale” per me, un tempo di grazia per essere stato “preso” dall'amore folle di Gesù per vivere la sua missione; un tempo in cui mi risuonano spesso nel cuore e nella mente le parole dell'apostolo Paolo: “Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi” (Gal 5,1). È il desiderio di una vita piena e libera, che mi ha portato a cercare Dio fin dagli anni dell'adolescenza.
La libertà non è il prodotto di una scelta comoda, dettata dalla solita frase, “tanto fanno-pensano-vivono tutti cosi”. La libertà è stata per me un dono inaspettato.
L'ho provata la prima volta quando un animatore mi ha chiesto una mano per stare con i più piccoli all’oratorio di Lissone. L'ho sentita poi nel provare a essere attento agli ultimi, seguendo i percorsi tracciati dalla comunità dei saveriani di Desio, a quel tempo animata dal salernitano p. Giuà Gargano: accoglienza dei poveri, dialogo con i fratelli di fede islamica, commercio equo...
L'ho riconosciuta quando ho sentito forte il desiderio di donare la vita a Dio per la missione; l'ho vista sul volto dei saveriani in Amazzonia durante una breve esperienza estiva. Terminata l'università di ingegneria, ho chiesto ai saveriani di accogliermi per provare a seguire Gesù sui passi della missione.
Sono davvero contento!
Durante l’anno di noviziato ad Ancona sono stato spinto a riconoscere che sono libero, perché liberato “a caro prezzo” dal Dio crocifisso. È proprio Gesù che libera e ci chiede di liberare le persone che incontriamo da ogni forma di schiavitù più o meno evidente... Perciò sono davvero contento di poter partecipare all'annuncio del Regno in tutto il mondo, provando a vivere le belle parole che indicano il cuore della missione nella vita saveriana:
“La nostra missione ci chiede di proclamare il Regno là dove non è ancora riconosciuto, di denunciare quanto vi si oppone, di indicarlo già presente nei segni… Ci mettiamo al loro fianco in cammino per diventare insieme uomini liberi, operatori di giustizia e di pace, nell'attesa operosa che Dio sia tutto in tutti» (Costituzioni Saveriane, 7-8).
In questo senso, c'è davvero molta strada da percorrere! Chi desidera camminare?







