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Africa, la festa più attesa, Cristiani in Camerun

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Se in Italia, e in Occidente in generale, molti considerano il Natale come la festa più importante della vita della chiesa, non è così nei Paesi di recente evangelizzazione, comunemente detti "paesi di missione". In queste terre e in queste chiese i cristiani sanno molto bene che l'avvenimento che ha cambiato la storia e ha dato vita alla chiesa è la passione e risurrezione di Gesù Cristo: la Pasqua.

Questa festa ha un significato speciale perché è proprio durante la celebrazione della veglia pasquale che i catecumeni, per anni impegnati in un cammino di formazione alla fede e alla vita della chiesa, attraverso il battesimo entrano a far parte in modo ufficiale e solenne della comunità cristiana.

La gioia di essere chiesa

Ho un bel ricordo delle 12 veglie pasquali celebrate negli anni trascorsi in Africa, tra Ciad e Camerun, sia nel centro della missione sia nelle comunità di villaggio. Il gusto della festa di famiglia e la gioia di essere chiesa sono palpabili, nonostante la celebrazione lunga ed elaborata.

La veglia pasquale è preceduta dalla settimana santa, con giornate cariche di appuntamenti forti e significativi, dalla domenica delle Palme, alla Cena del Signore del giovedì santo, alla memoria della morte di Gesù il venerdì. Per i catecumeni, chiamati "eletti" (la chiesa definisce in questo modo gli adulti ammessi al battesimo), si tratta di una settimana ancora più intensa per gli ultimi dettagli della preparazione.

La liturgia della luce

Per la veglia pasquale, la comunità si riunisce la sera. I cristiani che arrivano da più lontano sono, come sempre, i primi ad arrivare! Nella nostra missione ci teniamo molto al fatto che, nonostante le distanze, alcune celebrazioni siano vissute tutti insieme, per aiutarci a capire che la chiesa è una comunità che va oltre il quartiere o il villaggio, per abbracciare il mondo intero.

Secondo la tradizione secolare, la veglia inizia all'esterno della chiesa con la benedizione del fuoco nuovo con cui si accende il cero pasquale, segno di Cristo Risorto, e poi la candela che ogni battezzato porta con sé, segno dell'adesione a Cristo e della vita nuova da Lui ricevuta. Dopo la liturgia della luce tutti entrano in chiesa cantando.

Celebrazione del Battesimo

La liturgia continua con la proclamazione delle Scritture, a cui la comunità risponde con il canto, per sfociare nell'inno del "Gloria" e poi, prima del vangelo, nell'Alleluia.

Conclusa l'omelia, arriva il momento più atteso: la celebrazione del battesimo che, nella notte di Pasqua, è riservato principalmente agli adulti (in genere oltre un centinaio di persone). Il canto delle litanie dei santi e le promesse battesimali precedono il rito essenziale quando ogni catecumeno, vestito di bianco e accompagnato dal padrino o dalla madrina, si avvicina al sacerdote: riceve sul capo l'acqua benedetta e, chiamato per nome, si sente dire: "io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Dopo l'unzione con il crisma, i neo battezzati ricevevano dal padrino o dalla madrina la candela accesa al cero pasquale, come invito a camminare alla luce di Cristo e della sua Parola.

Nuove energie nella chiesa

Anche per questo motivo, il giorno di Pasqua è davvero una festa di tutti. Dopo le Messe del mattino, "scortato" dai chierichetti, il missionario passa nelle famiglie a visitare i neo battezzati e a mangiare qualcosa insieme; la porta e la festa sono aperte per tutti. Così trascorre la domenica di Pasqua.

Ho sempre pensato ai nuovi battezzati come al sangue fresco, messo in circolo nel corpo della chiesa, per renderla giovane e dinamica. È capitato anche che qualche catecumeno, poco dopo aver ricevuto il battesimo, abbia continuato il suo cammino formativo in... seminario. E ora serve il Signore, la chiesa e il mondo come sacerdote.



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