Africa: Congo e Camerun... /2
Sono nato a Mdanga, un villaggio a circa 60 chilometri da Douala, in Camerun, il 19 aprile del 1972. La mia situazione famigliare sembrerebbe sfortunata fin dall'inizio, per il fatto che appartengo a una modesta famiglia poligamica con 13 figli, tra cui io sono il decimo.
La nostra esperienza di vita è stata nutrita dall'affetto dei genitori e dalla fede della comunità cristiana. Noi figli siamo stati tutti battezzati nella fede cattolica da piccoli, ma mia madre Christine è rimasta non cristiana fino al 28 settembre del 2008, un mese dopo che io sono stato ordinato prete, il 30 agosto scorso. Aveva infatti promesso di chiedere il battesimo solo se io fossi diventato prete.
Già da bambino ho avuto il desiderio di diventare prete: frequentavo la chiesa, mi piacevano i vestiti colorati che indossava il sacerdote e avrei voluto dire Messa in latino, come i preti della nostra parrocchia "Madonna di Lourdes".
La morte di mio padre il 10 aprile 1985 ha stravolto la tranquillità della nostra famiglia. Ero ormai tredicenne e ho dovuto prendermi sulle spalle alcune responsabilità. Ma la morte del papà è diventato per me un segno di Dio: un segno che ha dato una svolta e un senso nuovo alla mia vita, rafforzando in me il desiderio di essere sacerdote. È stato come se Dio avesse voluto catturare la mia attenzione, affinché io mi mettessi in ascolto di Lui.
Con l'aiuto spirituale dei fratelli delle scuole cristiane e dei gesuiti, ho iniziato ad avere un nuovo rapporto con Dio, finché nel 1997 ho incontrato i missionari saveriani: p. Sergio Favarin, p. Franco Sana, p. Carlo Girola, che mi hanno assistito nella formazione e nello studio.
Dopo il noviziato a Kinshasa con p. Giulio Simoncelli, sono diventato saveriano l'8 agosto 2002, facendo la professione dei voti nelle mani del compianto p. Simone Vavassori. Ho studiato teologia a Manila, nelle Filippine. Sono tornato in Camerun per la mia ordinazione sacerdotale e per il battesimo di mia madre. E ora sono di nuovo a Manila come animatore missionario tra i giovani filippini.
Ringrazio il Signore perché mi ha scelto per essere suo apostolo tra le genti e ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato nel mio cammino nella fede e nella vocazione missionaria. Ogni giorno, quando mi inginocchio per pregare, bombardo il cielo di preghiere per tutti voi, perché il Signore vi conceda la grazia di cui avete bisogno nella vostra vita quotidiana e per il vostro impegno cristiano nell'ambiente in cui vivete. Anche voi pregate per tutti noi giovani missionari: "Continua ad amarci, Signore, perché noi speriamo in te".








