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Accompagnare a prendere il largo, Bukavu: Con giovani universitari

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Ho sempre stimato coloro che studiano all'Università, soprattutto nei tempi passati, quando il numero degli studenti era limitato. A Salerno, sono stato cappellano negli anni ‘90 e lo sono ora in Congo, a Bukavu, all'Istituto superiore pedagogico (ISP). La responsabilità di aumônier, attività importante e delicata, mi infonde entusiasmo e nello stesso tempo un senso d'inadeguatezza. Sono passati tre anni. È il momento opportuno per rivedere gli orientamenti e i limiti. 

La celebrazione della domenica

I diversi gruppi liturgici ed io ci prendiamo cura della qualità e della bellezza dell'appuntamento settimanale. La corale di studenti e studentesse, i giovani lettori, gli adolescenti "chierichetti" (dai 10 ai 17 anni), infine i responsabili dell'accoglienza preparano la domenica anche con più incontri per la verifica, la lettura e la condivisione del vangelo. L'impegno di preparare l'omelia, a volte con i collaboratori, assorbe il pensiero, lo studio e il tempo dei giorni settimanali.

Per molti, la Messa domenicale è l'unica opportunità d'ascolto della Parola. Cerco d'essere fedele ad alcune caratteristiche della predica: la novità (parole nuove contro il bla-bla di cose risapute), la positività (il bello e il buono della vita cristiana), la possibilità (cambiare si può), e... la brevità. Su un piccolo riquadro della nostra sacrestia c'è un appello al celebrante: "L'omelia deve essere breve per non oscurare con le parole umane la Parola di Dio". Ed è motivo di gioia vedere che la celebrazione domenicale è sempre più partecipata e frequentata. Domenica 2 giugno, festa del Corpus Domini, non sono bastati i mille piccoli pani distribuiti alla fine della Messa a tutti i partecipanti, come segno di condivisione.

Gli studi e la ricerca della bellezza

In un'università lo studio ha la priorità. Molti studenti, per trovare un luogo silenzioso, frequentano i nostri locali, aperti tutti i giorni della settimana. Studiano, ma in genere non hanno la passione del sapere. Sono alla ricerca di titoli di studio per assicurarsi l'avvenire.

Mancano libri, biblioteche, librerie, giornali, riviste, incentivi. Si vorrebbe aiutarli a immergersi, per esempio, nei grandi scrittori, seguendo il principio: "Più si naviga nella conoscenza, più si scoprono nuovi mari". È stato detto "Non c'è vita senza bellezza". Noi aggiungiamo lo slogan "Il pane e la rosa!". Si dovrebbe osare, nonostante la situazione di povertà, un'iniziazione alla pittura, alla musica, all'architettura, al teatro... Aprire orizzonti, scoprire nuovi panorami, godere più vita! La proiezione di qualche bel film, con l'introduzione da parte di un'insegnante, e le conferenze nell'anno della fede, seguite poi da un piccolo opuscolo per ricordare l'essenziale, sono state apprezzate.

La corrente della fiducia

I giovani hanno qualcosa da dire nel nuovo delle loro attese e l'anziano ha la saggezza di aver camminato nella vita. I giovani sono fiori in fioritura, hanno energia da attivare, vivono di speranze, di amicizie, e domandano aria fresca.

Nonostante la diversità d'età, cultura e razza, la corrente della fiducia sembra passare tra noi.

Sono state fatte delle iniziative per migliorare l'ambiente: cappella, hangar, servizi di docce e toilette, scalinata e una stanza per computer. Sono segni di attenzione alle difficoltà degli studenti, quando in generale nella società si trovano davanti a un muro d'incomprensione ed egoismo.

Non mancano occasioni d'ascolto, di convivialità, di condivisione, di amicizia, d'incontri personali. È una bella missione: dare speranza, ottimismo, per il loro cammino nel mondo, accompagnare a prendere il largo e divenire costruttori del mondo nuovo che sognano.



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