Vai al contenuto principale

Abbiamo visto l'Africa, Un entusiasmo inaspettato

Condividi su

Le reazioni e i commenti degli studenti alla visita di p. Roberto Dal Forno alla scuola elementare di Piovega continuano.

Letizia ne ha fatto un vero e proprio racconto. Ecco cosa dice.

Congo e Burundi in immagini

Suona la campanella e la fila guidata dalle maestre Anna e Catia si muove giù per le scale. L'incontro con p. Roberto ci attende. Entriamo in sala e ci sediamo. C'è tanta confusione, ma siamo felici. C'è un proiettore; ma a cosa servirà? Arriva p. Roberto, ci saluta e ci spiega che essere missionario vuol dire fare tante cose. Ma ci dice che è importante anche ascoltare altre culture, così è più facile aiutare.

È un “saveriano”, nome che deriva da Francesco Saverio, un gesuita compagno di Ignazio di Loyola. I saveriani a Parma hanno alcuni giovani che studiano teologia, cioè si preparano a diventare sacerdoti missionari. Padre Roberto ci racconta che è stato missionario in Congo, e ci fa vedere alcune diapositive.

Si spegne la luce e vediamo la cartina dell'Africa. Ci parla di due paesi: il Congo e il Burundi. Il Burundi è piccolo, mentre il Congo è grande otto volte l'Italia. Kivu è la regione dove lui ha lavorato. Ci fa vedere la manioca, che è una patata. La patata viene pelata e messa al sole; poi si schiaccia per ricavarne una farina e fare la polenta. Ci racconta che quando c'era la guerra, la gente mangiava le foglie bollite.

Il lavoro, il cibo, i prodotti

Il Burundi è il Paese delle colline; non ci sono pianure. I lavori quotidiani della gente sono andare al pascolo e tagliare la legna. Un altro lavoro è intrecciare la paglia per fare dei cesti. La palma dà i datteri che vengono bolliti e poi schiacciati. Questi datteri sono oleosi e così li torchiano per farne uscire l'olio. Dentro il dattero c'è un nocciolo che contiene una mandorla che i bambini mangiano volentieri.

Ci sono anche le piante di caffé di due tipi: una robusta e una arabica. In quei paesi vive anche l'ippopotamo: è un animale tranquillo, ma non ci si può avvicinare quando ha i piccoli. Per gli africani non esistono animali domestici.

In Africa non tutti gli abitanti sono cattolici. Ci sono anche non credenti o animisti . Se hanno paura, chiedono aiuto agli spiriti offrendo del cibo. Padre Roberto ci ha mostrato alcuni oggetti: un quadro chiamato batik con una scena del villaggio, una brocca di legno fatta dai pigmei, un uomo inciso nel legno, un tagliacarte, due statuette e la pelle del serpente boa. Era lunga almeno tre metri, tutta colorata, verde, gialla e grigia. Abbiamo fatto anche la danza della pioggia. È stato bellissimo.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2177.75 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Dicembre 2002
Lo scorso 3 novembre, nella chiesa di Santa Maria di Fatima a Jakarta, è stato ordinato sacerdote il saveriano indonesiano padre La Nike Joanes. A or…
Edizione di Febbraio 2017
Una piovosa domenica mattina, una telefonata mi segnalava la presenza di due persone, appollaiate su un muretto vicino la stazione metropolitana del…
Edizione di Febbraio 2000
Un impegno per la cultura La nostra Comunità, come sapete, è composta da tante persone. Ognuna è diversa per i differenti doni ricevuti dal Signore…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito