Abaetetuba, in Amazzonia: saveriani a sevizio della chiesa, società
Padre Nicola, originario di Priverno (LT), è missionario in Amazzonia da 34 anni. Racconta l'impegno dei saveriani ad Abaetetuba, ambientandolo nel contesto dell'America latina.
Il punto centrale della fede cristiana è che l'unico Dio, infinito e onnipotente, ha voluto diventare uno di noi: un uomo vero e concreto, con razza e colore, lingua e cultura specifica. Cristo, il Figlio diletto, è entrato nella carne e nel cuore di un popolo. La chiesa, corpo mistico di Cristo, per essere viva e vitale, deve incarnarsi al modo di Cristo assumendo colore, lingua, cultura, speranze, gioie e sofferenze del popolo.
Una conversione globale
Ma l'America latina ha una storia triste. Conquistatori e mercanti d'Europa invasero il continente, spesso imponendo la loro cultura e religione. I sacerdoti, tutti stranieri, erano molto pochi, per cui i cristiani rimasero senza cura pastorale appropriata. Il popolo veniva battezzato, ma poco evangelizzato. Così si sono sviluppati soprattutto le devozioni, le processioni, i pellegrinaggi...
Alcuni vescovi e missionari profeti avevano cercato di impostare un nuovo stile di presenza e favorire la crescita del clero locale. Ma è con il concilio Vaticano II che c'è stata una vera rivoluzione. I vescovi latino-americani, riuniti a Medellin (1968) e a Puebla (1979), con approfondimento teologico e coraggiosa presa di posizione, hanno denunciato quella società come ingiusta e incompatibile con il piano di Dio.
È un vero peccato sociale, una forma di violenza istituzionalizzata con radici profonde nell'economia, nella politica, nello sfruttamento nazionale e internazionale. Perciò i vescovi chiedono una conversione dell'uomo, ma anche delle strutture dove si condensa il male, impedendo all'uomo di essere umano. Si esige quindi una conversione globale, delle coscienze e delle istituzioni.
È iniziato così un cammino nuovo e coraggioso. La teologia è vista come via di liberazione. Le comunità di base sono concepite come insieme di famiglie in cui si vive l'amore e la collaborazione, nelle quali nessuno è escluso e tutti sono ritenuti importanti.
Lavorando in tre direzioni
Quando i missionari saveriani giunsero in Brasile e si recarono nell'immenso territorio Amazzonico (50 anni fa), decisero di intraprendere questo cammino nuovo, carico di difficoltà ma anche di speranze, lavorando in tre direzioni: sociale, personale, ecclesiale.
L'aspetto sociale puntava a difendere i poveri contro lo strapotere politico ed economico, e ad aiutarli a organizzarsi e a diventare consapevoli del proprio avvenire. Per questo sono state costruite scuole, officine, ambulatori; sono stati organizzati corsi, incontri, cooperative.
L'aspetto personale mirava a far passare i battezzati da una religione culturale a una fede vissuta e amata. Per questo è stata intensificata la catechesi, dando grande importanza alla cresima, nella quale i giovani si impegnano a far conoscere e amare Gesù e la sua chiesa a tutti, ma in modo speciale ai loro coetanei.
L'aspetto ecclesiale aveva come obiettivo di affidare a tutti i battezzati l'annuncio, la catechesi, l'organizzazione e la responsabilità della comunità. Per questo è stata creta una scuola triennale "Agua Viva - Acqua Viva", aperta a tutti ma obbligatoria per i futuri catechisti. Corsi speciali sono organizzati ogni anno per i coordinatori delle innumerevoli comunità sparse nel territorio. E sono quasi sempre i laici, investiti del sacerdozio regale di Gesù, a organizzare le varie attività pastorali: dell'iniziazione cristiana, dei bambini, degli adolescenti, dei giovani, delle famiglie, la visita ai malati e ai carcerati...
Un progetto ben preciso
Ora più che mai i missionari saveriani sono impegnati ad amare questi fedeli, affidati loro dal Signore, e ad animarli perché si sentano protagonisti della loro storia e nello stesso tempo discepoli e missionari di Cristo. Perciò i missionari saveriani, a servizio della chiesa dell'Amazzonia, si propongono di formare:
1. persone nuove: cristiani per scelta e non solo per tradizione culturale; discepoli alla scuola di Gesù; missionari coraggiosi dediti alla ricerca dei poveri e dei lontani; cittadini attivi, coscienti e competenti per realizzare la società sognata da Gesù;
2. comunità nuove: in cui tutti hanno un compito da svolgere e nessuno è passivo o inutile, e i ministeri e le attività sono condivisi.
Il Signore ci aiuti a realizzare questo sogno.








