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Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

La sorprendente potenza dall'umile quotidianità

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Da martedì 12 giugno la sessantesima <Settimana del mobile> di Milano. Il quartiere Brera, dove ha sede la nostra associazione, s'è improvvisato in un effervescente cantiere. E' bello vedere questa furia di attività dopo anni di sospensione forzata! Muri con vecchie screpolature vengono ricoperte di teloni smaglianti e nel frattempo autisti bloccati dall'invasione di furgoni carichi di materiale edile e di falegnameria che disperatamente clacsonano il loro diritto di passaggio. Da lunedì 12 giugno si passerà allo smaltimento di teli e di cartelloni, ma il clima sarà cambiato: sarà un darsi da fare piuttosto fiacco, senza l'effervescenza di un'imminente scopo cattivante. 

A Uvalde, cittadina del Texas, vicina al confine messicano, un giovane appena divenuto maggiorenne ha comperato un'arma e ha ucciso 19 alunni e 2 maestre, e ferito altri. Le due maestre, senza minimamente esitare, hanno fatto scudo con il loro corpo per difendere i loro alunni. Ambedue madri, una di loro, Irma Garcia, madre di quattro figli che l'attendevano a casa dopo l'impegno scolastico. Due giorni dopo il marito di Irma morirà di crepacuore e quattro bambini resteranno orfani di madre e di padre. Quando, cresciuti, ricorderanno mamma e papà, avranno gli occhi madidi di riconoscenza. E anche di fierezza e di vigore.

Irma Garcia ed Eva Mireles, le due eroiche maestre, come il loro cognome attesta, appartenevano a famiglie latino-americane immigrate negli Stati Uniti. Conoscevano le tribolazioni dell'insicurezza e della povertà. Secondo tante scuole di psicologia e di tante correnti religiose moderne, solo chi ha raggiunto un solido livello di benessere psicofisico e religioso, può con autorevolezza insegnare agli alunni la via per raggiungere a loro volta un simile benessere di vita. A protezione del benessere finalmente raggiunto, la garanzia delle armi. Irma ed Eva, donne comuni, distendendo il più possibile la loro corporatura balzarono in piedi e fecero scudo a protezione della vita dei loro alunni. E morirono assieme. Da dove quella sorprendente potenza?

La potenza di dare la vita è più forte della vita stessa. E scaturisce dalla vita, anzi dal cuore della vita. Irma ed Eva quella potenza l'hanno attinta da dentro se stesse, come fluita dall'assidua cura della vita di ogni giorno. Dalla cura della vita la potenza di dare la vita. Custodire la vita e dare la vita un tutt'uno: io dò la vita custodendola, e custodisco la vita dandola. La vita custodita e data è vita eterna.

Irma ed Eva morirono per i loro alunni lasciando orfani i propri figli. Lo sposo di Irma morì per amore. Il rapporto con la sua sposa fosse stato mediocre, avrebbe salvato la vita. Tanto si grida: Mai più morti sul lavoro! Certamente e tutti insieme a gran voce lo gridiamo: la vita va custodita e protetta con la massima attenzione! Eppure Irma e Eva, custodendo con massima attenzione la vita, l'hanno data. Così medici e infermiere/i dei reparti covid, così volontari - ricercatori missionari, così ogni partoriente, così lo sposo di Irma. Hanno dato la vita perché la custodivano e la coltivavano con passione e non hanno mai separato il lavoro dalla propria vita, riducendolo ad un accessorio per lo stipendio. Mentre lavoravano, era la loro propria vita all'opera, come il ciliegio dischiude i suoi fiori e matura i suoi frutti. L'Eucaristia cosmica a cui Pierre Teilhard de Chardin ha elevato un sublime inno.

Concludo questa lettera riportando quanto mi è capitato di leggere in Wikipedia alla voce Liechtenstein, il piccolo stato tra Svizzera ed Austria:"... durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi cercarono di invadere il principato senza allarmare la vicina Svizzera; un battaglione di soldati della Wehrmacht proveniente da Feldkirch, nell'attuale Voralberg, cercò di occupare il Liechtenstein, ma desistette quando sul confine si trovò la strada sbarrata da un prete e dei boy scout armati di soli bastoni...". La sorprendente potenza, coltivata nella quotidiana dedizione alla vita, vince sulle armi.

E' Pentecoste!  p. Luciano


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