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Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

In ricordo di p. Enrico Di Nicolò, “memoria vivente” - Saveriani di Desio

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[di Mimmo Esposito] *

Lo scorso 11 marzo la dolorosa notizia della scomparsa di padre Enrico Di Nicolò è corsa veloce, lasciando un grande vuoto e generando un unanime cordoglio in chi lo conosceva. Padre Enrico è stato figura di riferimento per la Comunità Saveriana di Desio e non solo. Temporaneamente si trovava nella sua terra di origine, a Porto San Giorgio nelle Marche. Nei ricordi di padre Valeriano 4 sono gli aspetti emergenti  della personalità di padre Enrico. E cioè quello di essere stato uno studioso: era laureato in filosofia alla statale di Milano e in teologia a Roma. E’ stato sacerdote-pastore: dando priorità agli ammalati ed al ministero della riconciliazione. E’ stato un uomo di preghiera.: nonostante gli impegni ai quali doveva far fronte non ha mai lasciato di partecipare alla preghiera comunitaria. Infine è stato l’uomo dell’amicizia e del contatto umano.

Classe 1939, non è mai stato in missione ma ha vissuto nella casa di Desio per decenni, tanto da essere considerato “memoria vivente” del Centro Missionario stesso. L’attuale rettore di Desio, padre Emmanuel Adili, ricordando p. Enrico dice: “ha vissuto tutta la vita missionaria qui in Italia. Insegnante e vicario parrocchiale.” Infatti per ben 23 anni ha svolto con regolarità il servizio nella parrocchia Beata Vergine Assunta ed in seguito di vicario parrocchiale nella Comunità pastorale san Grato a Nova Milanese e di cui la parrocchia B.V. Assunta fa parte. P. Emmanuel continua nel suo ricordo: “Tra tante cose che mi hanno colpito di lui c’è la chiarezza di idee, la costanza nell’andare a Nova Milanese, la sua capacità di ascolto e di incoraggiamento e soprattutto il Silenzio. Sapeva scherzare… P. Enrico, a quasi 81 anni, andava tutti i giorni a fare ministero. Durante l’avvento ha visitato tante famiglie con fedeltà…Cosa mi rimane? P. Enrico era serio e costante nella pastorale. Ha saputo conciliare la vita comunitaria con i saveriani e la vita della parrocchia a Nova Milanese.  Rimane viva la sua capacità di osservare, di studiare, di volere andare in fondo alle cose, il suo zelo per tante persone che visitava.”

“Nella Parrocchia B.V.Assunta”- ricorda don Luigi Caimi della Comunità pastorale S. Grato di Nova Milanese- “il suo servizio era il mercoledì mattina in confessionale fino a mezzogiorno, perché in quella zona c’è il mercato e quindi è zona di passaggio, infatti molti novesi avevano Padre Enrico come confessore. La stessa cosa era al sabato pomeriggio, sabato sera e domenica era presente nella parrocchia della Beata Vergine Assunta per le confessioni e per la celebrazione delle Sante Messe, inoltre visitava regolarmente gli ammalati della parrocchia e a Natale andava anche a visitare le famiglie per la benedizione delle case. Padre Enrico a Nova era figura conosciuta e stimata, uomo di cultura, ma era dotato anche di grande buon senso, di semplicità, di affabilità qualità non così comuni che lo rendevano uomo vicino a tante persone…Ha lasciato un grande vuoto, proprio perché in tutti questi anni aveva costruito legami semplici e profondi con larga parte della popolazione novese.”

Anche le Suore Ancelle della Carità di Desio lo ricordano con grande stima ed affetto. Padre Enrico è stato per parecchi anni loro cappellano, “puntuale, preciso ogni giorno alle ore 6.30 si presentava sulla porta per la celebrazione.” “…Apprezzava molto il lavoro svolto nella scuola e coglieva il valore di una presenza religiosa, di una testimonianza quotidiana.” Affermano ancora: “era discreto, rispettoso, puntuale, non imponeva nulla, ma era disposto a cambiare il suo stile di presenza se avessimo espresso il desiderio di un mutamento di orario o di abitudini….” Come Insegnante di religione nell’Istituto tecnico commerciale “era stimato ed apprezzato dagli alunni per le sue lezioni precise e puntuali. Genitori e alunni lo seguivano volentieri… aveva il dono di semplificare le cose.”

“Il suo ruolo di insegnante svolto per diversi anni nella casa di Alzano Lombardo lo ha reso molto metodico anche nel suo impegno pastorale” afferma P. Gianni Villa, inoltre “se avevi dei dubbi su alcuni argomenti era la persona adatta per chiarirti le idee. La gente lo cercava perché in lui vedeva una guida spirituale.”

Molte persone che hanno intercettato il cammino della sua esistenza portano nel cuore ricordi, aneddoti, come ad esempio D. e sua moglie che esprimono “sentimenti di gratitudine al Signore per aver loro fatto incontrare un sacerdote che ha preso un posto particolare nella loro vita e famiglia.” Ringraziano padre Enrico per tutto il bene che ha saputo donare. Lo ricordano per la vicinanza anche con le preghiere in un periodo difficile della loro vita quando la moglie nel 1995 fu colpita da un tumore da cui guarì. D. afferma infine che “tanto è il bene che padre Enrico ha seminato a Nova in molti anni, la comunità saprà fare tesoro del Vangelo che ha sempre annunciato.”

Altri lo ricordano “come il proprio confessore assegnatogli per grazia” come afferma Alfredo Di Meglio e che col quale c’era una reciproca apertura d’animo, nella fraternità.

Come Remigio che ricorda quando p. Enrico si fermava a casa sua dopo le visite agli ammalati, lo ricorda come “grande amico di chi ha bisogno di una parola di conforto…” e che “tutti tengono nel loro cuore un suo messaggio sempre sereno e confortante accompagnato da una preghiera piena di spiritualità.”

Per Roberto Trevisan, p.Enrico: “e’ andato avanti come dicono i suoi amici alpini. In silenzio, con la sua attitudine a stare sempre un passo indietro, senza mostrarsi, ma presente in ogni occasione ad ascoltare gli altri.”

Tutto il bene compiuto e l’enorme servizio reso da padre Enrico non svanisce, non si disperde, ma si fa memoria certa nel perenne sacrificio di Cristo.



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