CARTOLINE LIVE DELLA MISSIONE “siamo sulla stessa barca”
CARTOLINE LIVE DELLA MISSIONE
“siamo sulla stessa barca”
[Di Mariele, laica sx, Desio]
Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza. [FRANCESCO San Pietro, Venerdì, 27 marzo 2020]
I missionari Saveriani hanno la fortuna di avere un “papà”, un padre fondatore che ha lasciato una grande eredità nel cuore, il sogno di “FARE DEL MONDO UNA SOLA FAMIGLIA”…il sogno di S. Guido Maria Conforti, che unisce e “connette” spiritualmente nello stesso carisma tutti i missionari, le missionarie e i laici presenti in quattro continenti del mondo. Questa rete spirituale non può essere ostacolata da nulla, neanche da un VIRUS che nel concetto scientifico di pandemia ogni giorno ci sta facendo vedere che la sofferenza e la malattia non hanno confini, che veramente “siamo sulla stessa barca” come ci ha ricordato Papa Francesco “tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”. Con questa voglia di continuare a sentirsi uniti nel mondo e concretizzare il sogno confortiano, sono nate, dall’intuizione dei padri e laici saveriani della comunità di Desio, le “CARTOLINE LIVE DALLA MISSIONE”; dei collegamenti in diretta, tramite rete digitale, con i vari Padri e Sorelle e Laici, Saveriani ma non solo (anche altre congregazioni missionarie sono state coinvolte) in vari parti del mondo. Un nuovo modo quindi per sentirsi “connessi” e aprire la mente ed il cuore a milioni di fratelli e sorelle che sono nel mondo costretti ad affrontare questa improvvisa tempesta, a chiudersi in casa (per chi ha la fortuna di avere una dimora…), a privarsi della normale quotidianità, magari colpiti dalla malattia o dalla perdita di persone care. Un modo anche per rispondere con uno sguardo missionario alla provocazione del Santo Padre
“Ma ora, mentre pensiamo a una lenta e faticosa ripresa dalla pandemia, si insinua proprio questo pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro. Il rischio è che ci colpisca un virus ancora peggiore, quello dell’egoismo indifferente».
Ecco quindi che per due mesi, maggio e giugno, dalla nostra casa, attraverso lo schermo di un device, abbiamo avuto il bellissimo privilegio di aprire più di 15 INESTRE VIRTUALI sulla Tailandia, Bangladesh, USA, Brasile, Spagna-Marocco, Camerun, Centrafrica, Burundi, Congo, Perù e Giappone.
Davvero tante e ricche sono state le informazioni e gli spunti di riflessioni che ci hanno regalato queste testimonianze, qui ne raccogliamo in generale solo alcune, con la fortuna che si possa sfruttare la tecnologia per fossilizzare e custodire questi preziosi momenti di confronto per in futuro “fare memoria” di questa circostanza storica che l’umanità intera sta vivendo.
La preoccupazione più grande comune a tutte le voci ascoltate è sicuramente la gravità delle situazioni di estrema povertà che, per effetto di questa pandemia, è una voragine in aumento, tanto che in molte occasioni è stata pronunciata la frase “per tante persone, che si guadagnano da vivere “alla giornata”, nel quotidiano, o si muore di Covid o si muore di fame”. In questo contesto la presenza e la vicinanza dei missionari si fa ancora più viva e non mancano le iniziative di solidarietà e di nuovi modi anche di stare vicino alla gente, anche per educare all’importanza della condivisone/solidarietà. Questo è sicuramente un momento favorevole per tutti, a livello personale, di comunità civile, cristiana e umana per aprirci all’altro, a metterci in ascolto dell’altro, per cambiare il nostro modo di fare relazioni, ad ogni livello, anche internazionale, per insegnare al nostro cuore il sentimento della compassione, a sentire il dolore dell’altro. “La gioia del mio fratello è la mia gioia, la sofferenza della ma sorella è la mia sofferenza”. Ecco una rivelazione da scoprire e riscoprire in questo tempo: siamo interconnessi, complementari, abbiamo bisogno uno dell’altro perché l’altro mi rivela chi sono, l’altro è la manifestazione di Dio, che mi rende una persona nuova e mi fa riconoscere che io sono uguale all’altro, sono fatto della stessa “pasta”, anima che può essere ferita, limitata, travolta, felice.
Ma i testimoni delle “cartoline live dalla missione” ci hanno lasciato altri spunti per riflettere a livello singolo o comunitario su cosa possiamo imparare da questa emergenza sanitaria. Per esempio il virus ci sta sfidando anche sul concetto di TEMPO, di SPAZIO e di LIBERTA’. Siamo stati costretti a fermare il nostro orologio perché i ritmi giornalieri sono cambiati e allora ci viene da domandarci “Come giostravo questo tempo? Dove stavo correndo e soprattutto dove stavo andando? Così anche per il concetto di spazio, ci siamo ritrovati a stare con le stesse persone, la famiglia, la comunità, oppure a vivere la solitudine. E non si poteva dimenticare la difficoltà di che è stato costretto a vivere in spazi limitati, insalubri o addirittura a pensare alla incongruente possibilità di rispettare la regola del rimanere tra le quattro mura di casa per chi, una dimora non ce l’ha. Ed infine la sfida più grande è quella della libertà. Prima del lockdown pensavamo di essere padroni della nostra vita, “faccio ciò che voglio”, vado dove voglio”…questa idea di falsa libertà è crollata, e ci fa aprire gli occhi alla ricerca della vera libertà quella che ci rivela che siamo umani, creature limitate, per cui non abbiamo il controllo della nostra vita, ma che SIAMO AMATI e dipendiamo da Qualcuno di più grande, che ci chiama ad essere noi stessi nel presente che stiamo vivendo. Un Dio Emmanuele che con tutta l’umanità intera sta ora su quella barca per affrontare con noi questa tempesta perché riprendendo Bonhoeffer continuiamo a credere in un Dio che “non ci salva dalla croce ma nella croce, Dio non ci salva dal dolore ma nel dolore, non ci salva dalla sofferenza ma nella sofferenza”.
In conclusione, questo sguardo sul mondo che ci hanno regalato queste dirette on line è stato un sano e profondo respiro di MISSIONE che ci ha fatto percepire questo presente non solo come tempo di grande sofferenza dell’intera umanità ma anche come opportunità, se lo vogliamo, di scoperta di RIVELAZIONI da capire, custodire e concretizzare nel cammino della vita.
i rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.





