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Animazione Missionaria e Vocazionale

Desio (MB)



Presentazione

La nostra casa vuole dunque essere “spazio aperto” di condivisione con la famiglia saveriana, composta dai missionari saveriani, dalle missionarie saveriane e dai laici saveriani. Insieme incroceremo cammini di vita alla luce di Cristo con un grande desiderio di felicità e di pace.

Cdesio celebrazionei rispecchieremo in tanti popoli con i loro volti, le loro storie e con le sfide come la pace, la giustizia, il dialogo interreligioso e interculturale, la salvaguardia del creato.

Qui, dall’inizio alla fine, la missione è intesa come incontro tra persone in Cristo che, secondo continenti, modalità e tempi diversi, suscita sfide, accende il cuore di desideri e porta a formulare progetti.

Offriamo, dunque, strumenti di animazione, itinerari e proposte di formazione, incontri di Spiritualità alla luce del Vangelo, l’ascolto di testimoni, di missionari che hanno già fatto la loro scelta di vita accanto agli ultimi del mondo.

Insieme, ci collegheremo con tante persone già impegnate nella diffusione del Vangelo e anche noi potremo scoprire cammini per farlo a partire dal nostro territorio, dal nostro ambiente lavorativo, scolastico o universitario, per essere anche noi proiettati verso gli altri… “fino agli estremi confini della terra!

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San Guido Maria Conforti così presenta la figura del missionario:

Il missionario – dice il santo – è la personificazione più bella e sublime della vita ideale. Egli ha contemplato in spirito Gesù Cristo che addita agli apostoli il mondo da conquistare al Vangelo non già con la forza delle armi, ma con la persuasione e con l’amore e ne è rimasto rapito…pronto sempre a versare il proprio sangue, se questo sarà necessario, per il bene dei fratelli….pronto ad immolarsi per la dilatazione del Regno di Dio, per la salvezza di tanti che ancora non conosce, ma che già ama, perché li considera come fratelli, perché redenti dal sangue di Cristo.

Ogni missionario, quindi, è improntato di quella bellezza sublime perché è stato contemplato, toccato dall’amore gratuito di Dio. Egli – il missionario – desidera essere segno di quella persuasione/attrazione dell’amore di Dio di cui è stato rapito. L’arrivo di ogni confratello è motivo di gioia e di rendimento di grazie. Con la sua unicità, Jean-Paul, sarà un mattone nuovo nell’edificio comunitario di Desio. Sarà una benedizioni di Dio perché la sua presenza rende la nostra comunità più interculturale, più dinamica, più internazionale. Mentre assicuriamo l’affetto e la preghiera, auguriamo a Jean-Paul una fruttuosa missione. Qui a Desio Jean Paul sarà uno strumento dell’amore e della Tenerezza misericordiosa del Padre.

Jean Paul è un amante del dialogo interreligioso. Vorrei, perciò, concludere questa introduzione all’articolo di Eleonora Murero (di Desio) con un pensiero del mio prof. Padre Claudio Monge:

Spesso e volentieri non si sceglie di accogliere, ma l’altro, lo sconosciuto, viene al nostro incontro strappandoci al nostro ripiegamento e rendendoci, di fatto, più umani, perché è nella relazione che l’essere umano esprime il massimo de suo potenziale. [in Teologia dell’ospitalità, p.150].

[Di Eleonora Murero]

Il suo desiderio è di instaurare ed approfondire il dialogo interreligioso, una sua grande passione, ma anche un forte stimolo per la sua vocazione: a novembre arriverà a Desio il 30enne Padre Jean Paul nella comunità dei Missionari Saveriani in Via Don Milani, 2. “Per noi è una benedizione e un dono”: è stato il commento di benvenuto del rettore dei Saveriani, Padre Adili Emmanuel.

La comunità desiana ospita ad oggi 7 Saveriani, però le forze giovanili, a parte il rettore 38enne, scarseggiavano da qualche tempo: “La comunità ha la possibilità di diventare più internazionale, così come era il sogno del nostro fondatore, san Guido Maria Conforti - ha aggiunto il rettore - Congo, Burundi e Italia sotto lo stesso tetto”. Mondi di lingue e culture diverse che convivono in armonia.

Padre Jean Paul è infatti originario del Burundi, stato dell'Africa centrorientale, che si trova nella regione geografica dei grandi laghi. Ha vissuto negli ultimi 5 anni a Parma, nella “Casa madre” dei padri Saveriani, e ha ultimato la sua decennale formazione come Saveriano missionario. Ha imparato anche molto bene la lingua italiana. Infatti prerequisito dei Saveriani è proprio quello di conoscere anche la lingua del proprio territorio di missione, per poter essere più vicini alle persone del luogo e, tramite la lingua, immergersi nella cultura.

La scelta missionaria di padre Jean Paul è nata dalla lettura vita di san Francesco Saverio, un pioniere della diffusione del cristianesimo in Asia. Prima di conoscere la sua nuova destinazione, Desio, il suo sogno era infatti proprio quello di andare in Cina. “Lì volevo incontrare le grandi religioni - ha spiegato Padre Paul - Io sono nato in una zona dell’Africa dove la maggioranza è cattolica cristiana, ma è presente anche un’importante minoranza musulmana. Dai 7 ai 20 anni sono stato amico dei musulmani e ho imparato a pregare anche grazie a loro e con loro. Per questo volevo approfondire il rapporto delle altre religioni con il cristianesimo in Asia, una terra così grande”.

Normalmente durante il mese di maggio il padre generale dei Saveriani assegna la nazione di destinazione a tutti i diaconi Saveriani del mondo. Nelle settimane passate sono state assegnati invece i luoghi specifici. Padre Jean Paul sarà poi ordinato il 5 settembre nel suo paese di origine, il Burundi e dopo due mesi di celebrazioni con amici e parenti, partirà per essere parte del tessuto cittadino desiano. “Programmeremo insieme le attività della comunità di Desio anche in base alle sue qualità e preferenze; il nostro progetto è nel Progetto della Congregazione, cioè di Dio. Arriverà per rinfrescare la nostra comunità”. Ha detto Padre Emmanuel. Infatti questa comunità è molto attenta all’educazione e alla vicinanza con i ragazzi nell’educazione interculturale ed interreligiosa nelle scuole e non solo. Motivo per il quale anche l’arrivo delle forze di padre Jean Paul sono molto attese.

Però lui dalla scelta dei suoi superiori in primo luogo è rimasto spiazzato: non si aspettava l’Italia come prima destinazione. “Ho però poi capito la loro scelta – ha aggiunto padre Jean Paul - La società sta diventando sempre più interreligiosa anche in Italia e servivo a Desio”. L’Italia è infatti la madre delle missioni dei Saveriani. I primi padri sono partiti per tutto il mondo dall’Italia. Ora la situazione sembra essersi invertita: da tutto il mondo arrivano vocazioni che poi sono coltivate anche in Italia. “Stiamo vivendo un calo di vocazioni in Italia e cerchiamo di dare una mano anche per questo - ha aggiunto - Dopo averlo ascoltato padre Emmanuel ho capito che Desio è una comunità in gamba, dove si lavora. Ci aiuteremo a vicenda e spero di poter approfondire il dialogo tra le diverse religioni”.



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