“padiri, nakupasha habari. Kesho watafika ma camion ya economat ya Uvira. Wataleta vitu vyote vya lazima (chakula na vinginevyo) (padre, ti informo. Domani verranno i camion dell’Economato di Uvira. Porteranno tutto ciò che è necessario (roba da mangiare e altre cose)”. Ringrazio chi era venuto con la camionetta dal centro della Diocesi e prima di andare a casa sua, aveva avuto la gentilezza di informarmi. Veramente lo sapevo già dalla radio (phonie) con cui si parlava ogni giorno per scambiarsi le notizie. Una settimana prima avevo dato la lista delle cose di cui avevamo bisogno e speravo che arrivasse in fretta. Stavamo terminando le scorte alimentari (zucchero, farina…) e avevamo bisogno del cemento per diversi lavoretti, il carburante (Gasolio) oltre ad altro materiale per la manutenzione della casa. Naturalmente aspettavamo con ansia la posta e i pacchi che arrivavano dall’Italia. Il giorno dopo, verso le 11 circa, sentiamo i clakson dei camion. Murega, il cuoco, va ad aprire il cancello e i camion fanno il loro ingresso trionfale. Siamo tutti contenti. L’economo scende dalla cabina e lo accogliamo con gioia, mentre gli operai della missione cominciano a scaricare tutta la mercanzia. Ci rechiamo nel refettorio e lo invitiamo a bere e a mangiare qualcosa. Ha appena iniziato il viaggio che lo porterà in Urega (in mezzo ai boschi ) e sarà un viaggio lungo. La diocesi di Uvira (In Congo RDC) è molto estesa, come tutte le altre. Una parte è sul lago, un’altra in pianura e un’altra nella foresta. Quando arriverà in quelle zone, sa già che ci saranno molti problemi: la pioggia, il fango, e delle soste impreviste per uscire dalle immense buche create dai camion e camionette che vanno avanti indietro. Ma è coraggioso e ha dei bravi autisti. Gli diciamo di fermarsi un pochino per consumare il pranzo e anche dare il tempo a chi lo accompagna di mettersi in forze per il lungo viaggio. Ci lascia un sacchetto con la posta e i pacchi, arrivati dagli amici dell’Italia. Prima di riprendere il viaggio, gli diciamo “upashe habari kwa wamissionaire (dai le notizie ai missionari) na uwasalimie saana (e salutali tanto)”. “safari njema (buon viaggio) e i camion riprendono il loro viaggio. Sapremo dove si troveranno dalle notizie che ci comunicheremo via radio.







