Il volume delle voci aumenta, avvicinandosi il mezzogiorno. La quiete di S. Cristo è spezzata da un brulicare continuo e vivace. Sono gli studenti delle classi in gita a Brescia che raggiungono la comunità dei Saveriani di Brescia per il pranzo al sacco, prima di proseguire il percorso tra Foro Romano, Castello e S. Giulia, a seconda degli appuntamenti previsti.
“State in fila”, “non correte”, “abbassiamo la voce”, “chi ha bisogno del bagno?” sono i richiami tipici degli insegnanti che cercano di mettere ordine ai propri alunni, perché non diventi una corrida. È ormai tradizione che la primavera saveriana sia caratterizzata dall’accoglienza delle scolaresche provenienti da tutta la Lombardia, e non solo, in visita d’istruzione alla città. Tra fine febbraio e primi di giugno i locali a disposizione si riempiono velocemente e nelle ore centrali della giornata, la casa acquisisce una vitalità esplosiva. Talvolta, i Saveriani che qui abitano riescono anche a spiegare qualcosa del luogo che li accoglie e, se il tempo lo concede, una breve visita guidata anche alla Chiesa di S. Cristo lascia tutte e tutti a bocca aperta.
Il grande cortile che funge da parcheggio rimane poi un punto d’attrazione per qualche corsa liberatoria, due tiri al pallone, in un rincorrersi sotto il sole per i più desiderosi di movimento o all’ombra delle piante per chi ha bisogno di più riposo (una minoranza).
Le prenotazioni degli spazi della casa avvengono sempre con molto anticipo, perché ormai le voci corrono veloci. Alcune scuole hanno il piacere e l’onore di sostare anche in Sala Romanino, dove arte, cultura e ospitalità si fondono in un particolare insieme.
Al di là del servizio che i Saveriani offrono, della gestione a cura di Giovanni Bettelli, delle agende riempite in poco tempo, è importante intercettare queste nuove generazioni (compresi gli insegnanti) perché è utile spendere due parole per il luogo in cui si trovano ragazzi e ragazze a metà gita, sui missionari che lo abitano e da quanto tempo, su ciò che sono e fanno qui e altrove. Si chiama animazione missionaria, certo veloce quanto il tempo per mangiare un panino. Ma accogliere è anche questo. Significa presidiare per aprirsi, in modalità smart, scegliendo le parole giuste per essere attrattivi e non invadenti.
Siete sempre i benvenuti, anche solo per mettere un po’ di curiosità e, perché no, tornare da noi con i vostri genitori e amici in futuro. Vi aspettiamo, magari dopo l’estate e le meritate vacanze che avete iniziato da pochi giorni.





