Vogliamocene bene!
La pubblicità per il vaccino covid-19 presenta l’abbraccio commovente della mamma, ricoverata per il virus, con la figlia attraverso un grande velo di cellofan che impedisce il contagio. Dopo momenti di commozione nell’abbraccio, nel momento della separazione la madre toglie la mascherina ed esclama: “Vogliamoci bene”. Un vento rumoroso squarcia il velo e la divisione tra le due donne lentamente scompare. Il regista del breve filmato è Giuseppe Trovatore.
Stiamo vivendo il dramma della pandemia, che sarà ricordato nella storia. Due sono gli atteggiamenti contrastanti che ci dividono in questo tempo difficile. Il primo è quello della mamma sofferente che suggerisce di volerci bene reciprocamente e l’altro è quello di chiuderci nel narcisismo, di voler salvarci da soli e di rifiutare gli altri come intrusi. I due atteggiamenti opposti sono causa di divisione tra le persone, tra le diverse comunità. Ne constatiamo le conseguenze “nel complicato presente”. Nell’editoriale dell’Avvenire del 22 gennaio si scriveva: – Una vera urgenza per politica e società. Stop al virus del narcisismo L’autore esponeva gli effetti del narcisismo, che alimenta invidie e gelosie, che distrugge il lavoro di squadra, che può generare effetti devastanti nella vita sociale, politica e economica.
Migliori o peggiori?
La pandemia ci rende migliori o peggiori? Possiamo diventare peggiori se attribuiamo tutto a Dio, come colui che castiga e ci abbandona; se abbandoniamo la comunità, la solidarietà, la fede. gli incontri, i gruppi, i ritiri, le feste d’amicizia… Se la paura ci assale per l’insicurezza e per l’incertezza, sentendo fuggire la vita dalle nostre mani… Se la solitudine forzata ci tormenta e si trasforma in un isolamento sofferente. Se si tenta di rattoppare il presente, si è solo trascinati nelle nostalgie del passato...
Questo nostro tempo, invece, di pandemia può diventare “esperienza di crisi di apprendimento, soprattutto di speranza.” “Quello che viviamo è un passaggio molto importante ma anche delicato, che ci chiede una liberazione dal tran tran dell’oggi e di guardare oltre” (A. Riccardi, in una intervista sul suo nuovo libro: La chiesa brucia?). Certo non basta un semplice vaccino per assicurarsi, importante è interrogarci per liberarci dal pessimismo e per intravedere la via del futuro. Se ora siamo tra la notte e l’aurora è per preparare un nuovo giorno con la curiosità e l’interesse giovanili. Papa Francesco ci rassicura: con la risurrezione di Cristo, celebrata a Pasqua, acquistiamo un diritto fondamentale: il diritto alla speranza e la possibilità di un nuovo inizio.
PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.






