La delusione di Dio per la sua Vigna - Mt 21,33-43
Dio ha piantato una bella vigna, l’ha coltivata con amore, l’ha cintata per proteggerla, ha messo una torre di guardia per impedire agli animali selvaggi e ai banditi di entrare, ha preparato tutto l’occorrente per avere vino buono e dolce … (piantò…circondò…scavò…costruì).
Alla fine, ha consegnato la preziosa vigna a un gruppo di contadini per lavoraci e farla fruttificare…
Ma il progetto è finito tragicamente: al padrone, che era generoso e sognava vino buono e in abbondanza, i lavoratori della vigna si sono ribellati con una violenta brutalità.
Per impadronirsi del raccolto e della vigna, hanno ucciso a varie riprese i servi del padrone e, alla fine, hanno ammazzato anche il figlio, inviato per ultimo dal padre.
La parabola racconta la storia d’Israele. Nel corso dei secoli, infatti, varie volte i profeti sono stati rifiutati dal popolo eletto e Gesù stesso, alla fine, è stato cacciato e ucciso.
Quale sarà la reazione del proprietario della vigna? Si domanda la parabola.
È come un fidanzato deluso…
È come un genitore scontento, amareggiato per la condotta dei figli…
È come un amico che si sente tradito…
“Quando verrà il padrone della vigna, dunque, che cosa farà a quei contadini?”
Non si vendicherà, non chiuderà la vigna, non l’abbandonerà, non rinuncerà al suo piano, …
Ma rinnoverà la sua offerta… Progetterà un nuovo inizio.
Affiderà ancora una volta ciò che gli è più prezioso a qualche altro …
“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca frutti”.
La parabola della vigna e dei suoi lavoratori malonesti non è solo un insegnamento per Israele, ma è pure per quello che si ripete nel tempo nella vita dei popoli all’annuncio del Vangelo.
+ La vigna è il mondo…
La terra con le sue immense ricchezze di foreste, di pianure, di montagne, di fiumi, di animali…è stata consegnata all’uomo ed è stata data a servizio di tutti.
Dio ha invitato noi tutti a “coltivare e custodire”, cioè a lavorare il terreno, a proteggere, curare, conservare, vigilare …
“Del Signore è la terra, a lui appartiene” (24), come dice il salmo
Ma si ha l’impressione che noi vogliamo godere i frutti della vigna, della terra senza riconoscere il padrone. Si ha l’impressione che vogliamo l’eredità senza avere a che fare con il Padre, senza riconoscerlo.
Mettiamo Dio alla porta e pretendiamo mantenere l’ordine sociale che da lui deriva.
Il mondo non ci appartiene e nemmeno la vita ci appartiene, come lo vediamo in questo tempo di pandemia. La vita ci è donata, per farla fiorire.
Ci domandiamo: Il mondo è la vigna offerta a noi e il nostro modo cattivo di agire causa la delusione di Dio?
La chiesa, la comunità cristiana, è la vigna
Dio ci ha dato una comunità per camminare insieme nella libertà dei figli di Dio, per costruire il regno di pace, d’amore, di giustizia.
Ma molte volte siamo troppo clericali, siamo troppo autoritari, troppo chiusi e isolati senza comunità, senza spirito di condivisione, senza capacità di ascolto, senza sensibilità per i problemi sociali.
Nelle nostre comunità manca il respiro, manca il cammino richiesto dal vangelo.
Ci domandiamo: La chiesa è la vigna di Dio ed il nostro modo cattivo di agire causa delusione?
La vigna del nostro cuore.
Il nostro cuore è la vigna di Dio. Ognuno di noi ha doni per servirlo, per amarlo, per realizzare in noi e nel mondo il suo regno. Ma molte volte cerchiamo altrove il nostro cammino. Abbandoniamo Dio per cercare altrove la felicità, quando il cuore è inquieto finché non riposa in lui.
Ci domandiamo: Siamo la vigna di Dio, ma le nostre scelte deludono Dio e il prossimo.
RIPARTENZA
Gesù introduce la novità propria del Vangelo: la storia di amore e di tradimenti tra uomo e Dio non si concluderà con un fallimento, ma con una vigna viva e una ripartenza fiduciosa. Perciò io vi dico: il regno di Dio sarà dato a un popolo che ne produca i frutti.
Questo nostro tempo è tempo di pandemia, del virus, è un tempo che ci parla.
Uno dei grandi rischi è pensare che, quando questo bruttissimo periodo si sarà definitivamente chiuso, potremo tornare come eravamo prima. Invece per l’esperienza che abbiamo fatto, questa tragedia non è una parentesi da superare per essere come prima, ma un tempo che ci parla, un tempo che urla e che ci chiede di cambiare…. (Derio Olivero). “Il peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”. (Francesco)
Cambiare il nostro modo di essere cittadini di questo mondo, il nostro modo di essere cristiani nella chiesa, il nostro modo di vivere la fede nel nostro cuore.
Ci sia ripartenza per essere veri operai nella vigna del Signore, vignaioli bravi che custodiscono la vigna anziché depredarla, che servono l'umanità anziché servirsene.
PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.





