Racconti dal Mondo Missionario Pugliese!!! Vicini e Lontani: parete I
Cari Lettori vi invito a leggere la testimonianza di Padre Vito Gabriele Scagliuso Missionario Saveriano pugliese di castellana Gotte
CARI AMICI DEI MISSIONARI SAVERIANI DI PUGLIA
Vi scrivo questo messaggio all’inizio del mese missionario 2021 che capita, come dicono gli esperti, “quasi” in coda ad una Pandemia che ci ha dato da pensare per quasi due anni. Siamo fatti per contare gli anni e gli eventi che scandiscono la nostra vita, quelli della gioia come quelli del dolore, in funzione del peso che hanno nel tempo e nell’ eternità. Parto da quest’ultimo riferimento perché mentre vi scrivo i Saveriani fanno oggi memoria del Martirio di tre missionari del Conforti in Burundi, massacrati il 30 settembre del 1980 da una banda di soldati sbandati in un clima di odio e di divisioni sociali, politiche e culturali. Ne rimasero vittime i padri Maule Ottorino, Marchiol Aldo e la volontaria laica Catina Guber da vari anni nella loro comunità.
In quello stesso tempo con una decisione di grande ardimento e di evangelica visione “confortiana” i Saveriani che non speravano più in una presenza numerosa di studenti nelle Case dette una volta Apostoliche con ragazzi chiamati Apostolini… pensarono di accettare solo Vocazioni Adulte, cioè mature, perché i piccoli dei Seminari diminuivano non solo nel nostro Istituto ma in tutto il mondo. Taranto divenne così la terza Casa del Sud, dopo Vallo della Lucania, Salerno (per gli Apostolini) e la Calabria che aveva offerto al “Seminario Emiliano” del Conforti alcune straordinarie persone che onorarono e onorano ancora la sua storia.
Un Saveriano della Casa di Salerno, un veterano del Congo RD P. Antonino Manzotti, percorse tutto il Sud dello Stivale fino a Ragusa e oltre… dove un vecchio monastero benedettino o “altro” rudere secondo lui, sarebbe stato utile alla causa missionaria in una Sicilia dal grande spirito missionario. La decisione finale fu però quella per una presenza a Taranto, suggerita da un laico in perlustrazione anche lui per aver avuto a Rofrano un parente saveriano ed era stato pellegrino con lui in qualche Missione dove faceva il sarto per i Saveriani. Di cognome faceva anche lui Pellegrino, di nome Attilio. C’era a due passi dall’Istituto e dalla Scuola dei Salesiani una Clinica Privata a due piani che si affacciava sul mare, destinata ad essere venduta ad un nuovo proprietario. Mancava seconda il Superiore Provinciale del tempo un campetto da gioco per una schiera di ragazzi che dovevano per ragioni anagrafiche sgranchirsi ogni tanto i muscoli. La vinse, dopo altre possibilità che voi Tarantini conoscete già (il rudere di un monastero benedettino di fronte all’Italsider e una masseria fuori le mura, ma molto fuori della città) due appartamenti contigui al secondo piano tra quelli racchiusi dietro un muro protettivo poco distante dalla moderna Concattedrale a “triangoli” di viale Magna Grecia. Da Salerno furono inviati 11 ragazzi “pionieri”, come formatori vennero destinati a via Pisa di quel quartiere di Taranto i saveriani Nardo Riccardo e Domenico Pietanza. Esaurendosi però in pochi anni successivi gli studenti in arrivo da Salerno o dalla Puglia…si passò alla Casa attuale di Lama, sede ufficiale di Animazione Missionaria con il Rettore Michelangelo Pennino.
Nel mondo saveriano, a motivo dell’esodo dalla Cina (1950) unica Missione che avevano, si stava sviluppando assieme alle vicende di cui abbiamo fatto memoria, una provvidenziale primavera di vocazioni fuori dall’Italia, in Europa (Spagna e Gran Bretagna) e nei nuovi paesi dove sarebbero dovuti andare in risposta a Papa Pio XII (Enciclica “Fidei Donum”) come l’Indonesia, le Filippine, in America latina come il Messico, il Brasile, gli Stati Uniti e naturalmente le Missioni Saveriane dell’Africa come la Sierra Leone, il Congo RD, il Burundi e il Cameroon Chad. Aggiungiamo l’ultima nel Marocco Meridionale, delle etnie berbere e spagnole ancora rimaste... Da questi paesi viene alimentata oggi la linfa della nostra famiglia missionaria fondata dal vescovo di Parma San Guido Maria Conforti. Concludo con una riflessione scritta qualche mese fa sul mio sito Web. “Gli anni passano e anche i missionari passano con tanto di languore, forse a motivo del "morbo" che ci minaccia ogni giorno (2020-21). Avevano seminato l'Evangelo in molti paesi del mondo. In Sierra Leone, dopo circa 70 anni di presenza saveriana altri stanno raccogliendo i frutti di 7 decenni di lavoro e di altrettanti pastori che hanno già raggiunto la Casa del Padre, cioè il Padrone della Messe.
Largo ai giovani Saveriani delle Regioni dell’ Asia, dell’Africa e delle Americhe. Gli anziani “segregati” in Italia ma non rassegnati in qualche Casa dove era nata e cresciuta la Famiglia del Conforti, continuano come possono a dare il loro supporto, non solo le ultime gocce di "rugiada", come si usa dire oggi, ma la linfa che ancora hanno dentro in attesa di rifiorire nel Giardino del Re”.







