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Quest’anno si torna in piazza, dopo gli esperimenti di festa a distanza (ebbene sì, oltre la dad c’era stata anche la fad), si riprova e si ritrova il gusto di ascoltarsi e di stupirsi dando un occhiata qui e là per il mondo.

Vale la pena proprio fermarci a sottolineare questi due verbi: ascoltare e stupire.

La Festa è tanto ascolto. Ascolto di suoni nuovi, o comunque insoliti per noi, che accompagnano le danze o sono di sottofondo a ciò che ognuno racconta del proprio paese. Ascolto delle sottolineature che vengono fatte sul proprio paese d’origine. Ascolto del vociare diffuso ed allegro sotto il palco e negli stands.

Per inciso ben 18 stands quest’anno a raccontare il Marocco, la Turchia, la Thailandia, la Polonia, l’Ucraina, l’Egitto, la Romania, Il Messico, le Filippine, il Brasile, il Camerun, la Costa d’Avorio, l’Egitto, il Salvador, l’India, l’Indonesia, la Nigeria, il Perù, il Venezuela. Alcuni stands erano più curati degli altri, alcuni poi, con scelta vincente di marketing, ad certo punto hanno anche proposto qualche assaggio di cibi locali.

Il secondo verbo è stupire. Si resta stupefatti del clima fraterno e sereno tra popoli lontani geograficamente e a volte con ben poco in comune; neanche il solito riferimento ad Adamo ed Eva, qui può funzionare, questo racconto non è certo patrimonio comune di tutta l’umanità. Stupefacente è che i giovani di diversi paesi, sul palco, si somiglino molto di più dei loro genitori; omologazione culturale o capacità di rileggere la propria storia e di progettare un futuro diverso per luoghi e costumi?

Stupefacente che i rappresentanti delle diverse fedi religiose propongano ognuno una breve preghiera (quante guerre combattute per fede o benedette da una fede!).

Sono ormai anni, questa era la 13 edizione con lo slogan SOLOINSIEME, che questa esperienza ri-nasce alla luce a Salerno e la cosa più interessante è che è un vero parto, non un occasionale happening; le comunità si incontrano mese dopo mese perché nel confronto e nell’amicizia reciproca nasca la festa di quell’anno. Si sono creati così vincoli sinceri di stima ed amicizia, che hanno una loro vitalità in altri eventi minori durante l’anno (eventi minori solo perché meno pubblici e pubblicizzati).

E’ bello vedere la gente della città, che a passeggio per il lungomare di Salerno, incappa nell’evento e con aria incuriosita/stupita assiste e per un po' vive l’esperienza interculturale; le forze di ordine pubblico presenti hanno parlato di 1000 persone, noi due ci siamo seccati molto prima di contare.

Per noi mancare quest’appuntamento è cosa da evitare a tutti i costi, perché si respira aria buona e non stiamo parlando dell’aria di mare, anche quest’anno ci ha fatto bene e non possiamo che dire grazie a chi ci lavora mese dopo mese: alcuni del nostro gruppo locale di Laicato Saveriano, ma anche tanti amici di buona volontà e di grande passione per un mondo di fratelli; un ringraziamento, particolare, alla chiesa salernitana che promuove e muove l’evento tramite l’ufficio migrantes, l’ufficio missionario e la caritas.

Nando ed Elena



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