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San Francesco Saverio: l'uomo tutto di Dio e tutto degli uomini

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Eravamo tutti pronti alle 07.15 in Cappella per ringraziare il Signore nella festa del nostro patrono San Francesco Saverio. In presenza eravamo solo i padri senza i laici saveriani e le sorelle saveriane, non per questo, però, ci sentivamo da soli. L'abbiamo celebrata con semplicità senza trascurare lo spirito ardente del "l'Apostolo delle Indie" che era tutto di Dio e tutto degli uomini allora. Ce lo ricordava bene padre Mario nella sua breve omelia: 

"Gesù nel Vangelo di oggi ci dice di andare in tutto il mondo e proclamare il Vangelo (Buona Novella) ad ogni creatura. S. Francesco ha fatto sue queste parole, ha annunciato un contenuto (Novella) ed ha fatto esperienza (Buona).

Ha fatto suoi i verbi dell’andare, del credere, dello scacciare, del parlare, del prendere, del bere, dell’imporre le mani.

Francesco manifesta a modo suo nel concerto divino la sua partecipazione alla armonia divina. Ha avuto un temperamento “appassionato”, era figlio della sua terra, del suo tempo, aveva i suoi eccessi e le sue virtù.

Il missionario Francesco era mosso dalla miseria spirituale del prossimo ma era spinto-mosso dall’amore di Cristo. Ha saputo armonizzare questi due amori tra di loro, e se non si armonizzano tra di loro c’è il pericolo di offrirsi ad un attivismo che dimentica la sua origine divina.

Andate in tutto il mondo…Francesco lotta contro la febbre del conquistare che rischia di perdere il senso della gratuità e il senso della redenzione della croce. Quanto tempo passava in preghiera nella notte. Secondo lui solo Dio doveva attuare nell’apostolo.

In concreto nelle sue lettere troviamo il richiamo alla umiltà e lo troviamo riassunto nelle sue parole: “Obbedienza e umiltà, umiltà e obbedienza”.

L’apostolo dice chiaramente che quando pretende di conquistare da sé una autorità, può prendere il posto di Dio, ha quindi paura che la inclinazione naturale del cuore lo porti a edificare sulla sabbia.

Per comprendere che solo Dio è l’unico autore di ogni bene, Francesco Saverio si è lasciato abbassare fino in fondo nel suo nulla. Francesco ci insegna con l’esempio che era l’uomo tutto di Dio e tutto degli uomini.

S. Guido Maria Conforti ha chiamato noi missionari “saveriani”, chiediamo al Buon Dio di esserlo di fatto e non solo di nome. Così sia".



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