Ricordo quei “Preti” instacabili! Padre Aniello Salicone, SX
P. Aniello Salicone è deceduto all’ospedale di Franklin (Milwaukee - USA) il 18 novembre 2020. Aveva 80 anni, essendo nato il 12 marzo 1940, ad Ariano di Olevano sul Tusciano (Salerno). Per tanti anni p. Aniello è stato animatore vocazionale e rettore della comunità saveriana di Salerno.
Il 19 novembre 2020, dopo aver ricevuto questa notizia mi sono messo in contatto con Luciano Di Gregorio, un suo amico e collaboratore, per raccogliere qualche testimonianza sulla vita e sullo spirito missionario ereditato da questo grande missionario.
Ecco la prima testimonianza, scritta da Aurelio Nasto:
Correva l’anno scolastico 1968/69…
“Un giovane prete, credo di appena trent’anni, Missionario Saveriano, di nome Aniello Salicone, inizia a girare per le classi di quinta elementare di tutto il salernitano e del basso napoletano. Vestito con abito talare, ben portato, guida una fiat 600 bianca. Parla bene, incontra principalmente ragazzi di campagna.
Il suo progetto? Far conoscere i Missionari Saveriani, trovare nuove vocazioni, avvicinare noi ragazzi (guaglioni di campagna) ad una vita diversa.
Ricordo ancora quel giorno: lui alto e grosso, con barba “circle beard“ che gli donava un aspetto ordinato e curato, parlava della meravigliosa vita dei missionari e delle loro avventure. Io come tanti altri ci entusiasmammo al suo parlare, tornammo nelle nostre case dai nostri genitori, raccontammo loro di questo prete e così il giorno dopo portammo alla maestra il consenso delle famiglie a voler incontrare Padre Aniello presso le nostre abitazioni.
Padre Aniello sapeva entrare nelle famiglie con dignità e rispetto. Sapeva entusiasmare anche i nostri genitori e così, per molti di noi, iniziò l’avventura Saveriana.
A me assegnò il numero: 62; si trattava di una piccola striscia bianca con il numero da cucire sulla biancheria per evitare di perderla. In Agosto ’69 il primo campo di quindici giorni in una struttura vicina ad un fiumiciattolo, non ricordo con precisione il paese.
Fu quello il momento in cui incontrai per la prima volta Aurelio Di Gregorio e Ciro, aiutanti di Padre Aniello.
In ottobre, stesso anno, i primi 25 apostolini entrarono in Istituto Saveriano a Salerno. Una bella classetta, ho rivisto la foto, con me anche due miei cugini; molti altri erano del Cilento.
L’Istituto Saveriano di Salerno era ancora in costruzione. Era abitabile solo una prima parte, tanto quanto serviva per accoglierci e per iniziare una grande esperienza di vita.
Ricordo quei “Preti” instacabili! Sempre operosi, capaci di dare tutto senza mai chiedere niente.
In loro brillava l’entusiasmo della missione. Non mancarono le difficoltà, ma i Saveriani seppero darci tutto ed educarci al bene.
Son passati tanti anni da quei giorni: mezzo secolo!
Noi, ex apostolini dei Saveriani, capita ancora di incontrarci, immancabilmente i nostri ricordi cadono sulla figura di Padre Aniello e di tanti altri Padri Saveriani.
Molti di noi oggi sono professionisti: medici od altro.
Padre Aniello Salicone è stato colui che ha acceso in noi, in me, la scintilla positiva al bene, alla generosità e alla missionarietà della nostra vita.
Lui sognava di farci diventare tutti dei buoni “Missionari Saveriani”. Lui con il suo esempio, con il suo impegno, con il suo soffrire in silenzio quando serviva, con il suo sentirsi numero “uno”, con il suo modo di convincere che anch’io, come ognuno di noi è un numero uno in quanto unico ed irripetibile agli occhi di
Dio, ha certamente vinto la scommessa!
Noi ex apostolini di Salerno non siamo diventati Preti Missionari Saveriani, ma l’opera di Padre Aniello Salicone e di tutti i Missionari Saveriani vive in noi. Il loro esempio ci identifica, ci impegna a continuare nel bene la cascata positiva verso il prossimo.
Grazie Padre Aniello Salicone, sei stato un vero numero uno!
28/11/2020
Aurelio Nasto







