RD Congo, Il movimento del 23 marzo (M23): Questioni aperte
Questioni aperte, motivazioni, percezioni e impatti
Autori: International Peace Information Service (IPIS). Association pour le Développement des Initiatives Paysannes (ASSODIP), Danish Institute for International Studies (DIIS) - Goma / Anvers / Copenhague, aprile 2024
https://ipisresearch.be/fr/publication/le-m23-version-2-enjeux-motivations-perceptions-et-impacts-locaux/
INDICE
RIASSUNTO
INTRODUZIONE
1. CONTESTO DELLA RICOMPARSA DELL’M23
1.1. Dal CNDP al 2° M23 passando attraverso il 1° M23
1.2. Contesto regionale e motivazioni locali
1.2.1. Contesto regionale
1.2.2. Motivazioni locali
1.3. Le problematiche dell’attuale governance delle terre e dell’autorità tradizionale
2. LA QUESTIONE DELL’ACCESSO ALLA TERRA NELL’ANALISI DELL’ATTUALE CONFLITTO DELL’M23 DA PARTE DELLE POPOLAZIONI LOCALI
3. L’INFILTRAZIONE DELLA GOVERNANCE LOCALE DIETRO L’AZIONE DELL’M23
4. LE ENTRATE FINANZIARIE DELL’M23
4.1. Il caso dei posti di blocco stradali
5. CONCLUSIONE
RIASSUNTO
Sconfitto nel 2013, il Movimento del 23 marzo (M23) ha ripreso le armi nel 2021 e, nel 2022, è riuscito a conquistare rapidamente vasti territori nel sud-est della provincia del Nord Kivu. Originariamente, l’M23 era stato creato nel 2012, in seguito all’ammutinamento di alcuni ufficiali militari dell’esercito congolese (Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo / FARDC) che vi erano stati integrati in seguito ad un accordo firmato il 23 marzo 2009 tra il governo congolese e un precedente movimento politico militare, il Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP). Nel 2021, l’M23 è riapparso accusando il governo congolese di non aver rispettato gli impegni presi nelle Dichiarazioni di Nairobi, firmate separatamente dopo la sua sconfitta nel 2013.
Questo studio evidenzia innanzitutto l’importanza del contesto regionale che sta alla base della situazione di insicurezza che caratterizza l’est della RDC, un contesto marcato da tensioni e problematiche relative all’economia, alla politica, all’insicurezza e alla crisi umanitaria.
Le relazioni tra il Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo (RDC) si sono particolarmente deteriorate a partire dai tragici avvenimenti del genocidio del 1994 in Ruanda e dal rovesciamento, nel 1997, del regime del presidente congolese (allora zairese), Mobutu Sese Seko. Esse si sono ulteriormente aggravate in seguito all’appoggio del Ruanda a determinati movimenti politico-militari attivi nell’est della RDC, a partire dalla seconda metà degli anni 1990. Inoltre, l’est della RDC è vittima di una concorrenza economica e geopolitica esistente tra i paesi vicini della Regione dei Grandi Laghi, soprattutto per quanto riguarda l’accesso alle rotte dell’esportazione dei minerali. Questa concorrenza suscita nei Congolesi la convinzione secondo la quale il loro paese è sfruttato dai paesi vicini che si arricchiscono sulle loro spalle. Questi stessi paesi, e soprattutto il Ruanda, sono accusati di appoggiare l’M23, permettendogli così di riprendere la lotta armata. Questo appoggio del Ruanda all’M23 ravviva, nei Congolesi, i timori di un espansionismo ruandese sul territorio congolese e di una “balcanizzazione” del Paese.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






