Missionarie di Maria, Saveriane: Verso la festa del 24 maggio...
Pasqua del 1944: Madre Celestina Bottego riceve una cartolina raffigurante il Crocifisso del Velasquez, con la scritta “Tutto”: è la goccia che fa traboccare il vaso. Il 24 maggio successivo, nel corso degli esercizi spirituali predicati da padre Giacomo Spagnolo, il suo travaglio interiore si scioglie in un “Sì!”, come risposta di totalità.
Celestina Bottego ha detto il suo “Sì” in un momento storico di grande incertezza in cui tutto induceva alla paura e alla prudenza. Parma era bombardata, la casa paterna occupata dai tedeschi; come già p. Giacomo Spagnolo e gli studenti Saveriani, anche Celestina, insieme alla sua domestica, era sfollata a Capriglio, sull’Appennino parmense. Ragionevolmente, non era il momento migliore per fare progetti per il futuro. Celestina, però, non si è affidata a delle sicurezze umane, ma unicamente alla fedeltà di Dio.
Lei stessa scriveva così qualche anno dopo: “In un’atmosfera di pura fede e di fervore fui condotta a dire il mio sì da un tenue impulso interiore a cui non potevo resistere”. (scritto dalla nave “Conte Biancamano”, mentre Madre Celestina accompagna le prime sorelle in Brasile, maggio 1957).
Come Maria di Nazareth, Celestina ha creduto che “nulla è impossibile a Dio” (Lc 1, 37) e il suo sì è diventato fecondo, strumento di vita per tanti.
In questi giorni, attraversati da sofferenze indicibili che colpiscono intere popolazioni, celebrare il sì di Madre Celestina diventa per noi l’invito a diventare testimoni di una Speranza che va contro ogni speranza, perché “nulla è impossibile a Dio”; invito a credere che Dio opera ancora nel cuore delle persone; impegno a una vita feconda, che genera vita attorno a sé, che si spende perché altri abbiano vita in abbondanza. Una celebrazione che si traduce in gesti di bene concreti, quotidiani. (Giordana Bertacchini, mmx)
Il p. Giacomo Spagnolo, riferendosi al 24 maggio scrisse: “Oggi, 24 maggio, la Società Missionaria di Maria ha trovato la sua Fondatrice, che al Signore dice il suo ‘Fiat’ ” . Lo stesso p. Giacomo ebbe a dire: “Non poteva mancare alla gloria di Mons. Conforti l’attuazione di un progetto che la morte gli fece lasciare incompiuto, ma che il merito della santità gli ottiene di attuare quotidianamente dal Cielo: la fondazione e lo sviluppo di una Congregazione Missionaria Femminile, ramo del suo Istituto Missionario”.
“Questo seme è stato gettato in un terreno fertile e ha germogliato, è diventato albero, le cui radici si sono estese, attraversando oceani e terre e porta frutti. L'agricoltore: P. Giacomo Spagnolo, il terreno fertile: Madre Celestina Bottego, i frutti: tutte le Saveriane sparse nel mondo che, a loro volta, gettano il seme della Parola in tutti coloro che incontrano nel loro cammino di evangelizzazione.
Io, Rosetta, nata come missionaria da questo seme, rinnovo la mia più profonda gratitudine a Dio Padre, al Figlio e allo Spirito di Amore, per essere stata scelta e inviata in Africa e in Brasile, per dire a tutti che Dio è il nostro Padre Misericordioso che ci ama, ci perdona e non ci abbandona mai”. (Rosetta Mancini, mmx)

I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






