Dal Ciad: Pace e scuola, ricetta per un mondo migliore
«Sono pieno di gioia per il dono della vocazione missionaria». Così si esprimeva p. Aldo Vagni dopo lunghi anni di vita missionaria. Costruttore di anime in Congo e pescatore di uomini in Italia. Anch’io desidero esprimere lo stesso sentimento qui in Ciad, dove Dio mi ha mandato (...)
Alla fine di febbraio p. Marco si è ammalato e siamo stati costretti a trasferirlo in Italia. Ha preso una sonora polmonite a causa della malaria. Ora sta bene ed è in convalescenza a Parma, nella casa madre dei saveriani. Purtroppo Thierry ed io non riusciamo più a raggiungere i villaggi più lontani per le celebrazioni.
Mercoledì santo è molto sentito in Ciad. C’è gente non cristiana che viene al rito delle ceneri perché ritiene che abbia potere di proteggere dal male. Quel giorno ho celebrato nel villaggio di Bagarai e in una cappella della parrocchia (Nostra Signora d’Africa).
All’occasione della Quaresima il vescovo di Pala ha voluto scrivere una lettera nella quale invita i cristiani ad astenersi dall’alcol 40 giorni. L’alcol stronca la vita di centinaia di persone qui in Ciad. Circa un mese fa visitando la famiglia dell’amico Cristian, il papà mi dice: “Padre, sono posseduto dal demonio”. Durante la cena mi confida: “Non riesco a liberarmi dall’alcol”. La settimana seguente, faccio un giro in quartiere e all’esterno di un cabaret (specie di bar col tetto di paglia) dove la madre di Fikadi vende l’arghì (grappa artigianale), incrociamo due giovani madri col neonato legato in schiena che escono di lì. Una di loro blatera, l’altra mi chiede: “Padre, la bibbia permette l’alcol?”. So che la donna è più preparata di me sull’argomento. Davanti al mio silenzio è in evidentemente disagio. “L’alcol non è il male. Dio non vuole che tu stia male e che l’alcol ti comandi”.
Chiedo alla mamma di Fikadi perché venda grappa e se non fosse cambiare commercio. Lei mi dice: “Padre, l’inondazione del 2024 mi ha portato via tutto: casa, cucina, bagno. Sono rimasta senza nulla. Vedi il miglio germogliato? (viene utilizzato per preparare la grappa) non è mio. L’ho preso a credito da una signora. Quando vendo l’alcol rimborso e ne prendo altro per il prossimo giro”. Così è la schiavitù di una madre e così la schiavitù di tante, troppe persone che come passatempo si ubriacano.
Come dice il vescovo, qui l’alcol è una piaga sociale. Una domanda dentro di me rimane: “Perché questo abuso endemico?”. Grazie a Dio, in Italia ho conosciuto Alcolisti Anonimi. Il mio desiderio e la mia preghiera quotidiana e vederli nascere qui a Bongor. Il cuore del messaggio di AA è che «C’è una forza capace di ricondurre alla vita degli alcolisti che altrimenti sarebbero destinati alla morte».
La lotta tra la vita e la morte porterà Cristo a trionfare nel giorno di Pasqua.
Domenica scorsa ho vissuto il ritiro quaresimale coi bambini da 6 a 13 anni. Erano più di 400 ed insieme abbiamo celebrato la Messa alla fine della quale ho insegnato una danza indiana imparata in Albania col gruppo M6 (...). Durante l’omelia i bimbi hanno pregato per la pace e perché i bambini poveri possano andare a scuola.
Pace e scuola, la ricetta per un mondo migliore per i bambini di Bongor. Potrebbero ispirare i grandi della terra!
Pregate per me ed i miei confratelli. Buon tempo di Quaresima/Ramadan nel Signore. Alla prossima!
Carlo Maria Salvadori sx
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






