Angoscia, Dolore ed "Esodo" nell'Est della RD Congo
(dal sito della Direzione Generale SX - Autore: Fabien Kalehezo T’Chiribuka)
La situazione nell’Est della Repubblica del Congo continua ad essere molto preoccupante con l’avanzata rapida dei Ribelli del Movimento del 23 marzo (M23) e dell’Alleanza Fiume Congo (AFC), sostenuti dall’esercito rwandese. Questi non trovano alcuna resistenza presso l’esercito congolese. La caduta della città di Goma, avvenuta il 28 gennaio 2025, ha creato una condizione di emergenza umanitaria e sanitaria senza precedenti e ha causato la morte di più di 3000 persone. Domenica 16 febbraio 2025 è toccato alla città di Bukavu di passare sotto il controllo dei ribelli. Il giorno prima della presa della città – sabato 15 febbraio 2025, la popolazione aveva vissuto momenti di paura, incertezza ed angoscia. Non c’era, infatti, nessuna autorità locale - civile e militare - come punto di riferimento. Tutto il governo provinciale era già in fuga. L’esercito congolese aveva lasciato la città, abbandonando sul posto le loro armi ed altro materiale militare che alcuni giovani delinquenti (gang) e bambini di strada avevano poi utilizzato, sparando qua e là e creando panico nella popolazione. La notte di venerdì 14 febbraio 2025 e tutta la giornata di sabato 15 febbraio 2025 hanno sparato in continuazione, saccheggiato negozi, centri commerciali, fabbriche… Anche una parte della popolazione ha partecipato ad episodi di saccheggio. Per tutto la giornata di sabato 15 febbraio 2025 regnava una confusione totale; non si sapeva, infatti, chi controllasse veramente la città. I confratelli sono rimasti chiusi in casa durante tutto questo tempo di violenti disordini. Grazie a Dio, nonostante il caos, tutti i confratelli sono usciti incolumi. La vita sta riprendendo piano piano con i nuovi padroni della città. I ribelli continuano la loro marcia verso la città di Uvira. Giovedì 20 febbraio 2025, alle 8.30 (ore locali), tre militari della FARDC in uniforme, esprimendosi in lingua Tshibula, sono violentemente penetrati nell’Episcopio di Uvira, minacciando di morte e stendendo a terra il vescovo Sébastien Joseph Muyengo Mulombe e altri due suoi collaboratori. Hanno portato via i soldi, i telefoni cellulari e beni materiali, rovistando in tutti gli uffici.
Alcuni territori e alcune parrocchie della diocesi di Uvira che si trovano lungo il fiume Rusizi (Kamanyola, Luvungi e Sange) sono già sotto il contro dei ribelli. I nostri confratelli di Luvungi sono rimasti sul posto. Stanno tutti bene. La città di Uvira, durante tutta questa settimana, sta vivendo momenti di tensioni e psicosi a causa dei militari fuggiti da Bukavu e le giovani milizie chiamate “Wazalendo” (“autoctoni”, ndr) che cercano di difendere la città.
I “Wazalendo” hanno provato a disarmare i militari fuggiti, e questo ha creato una disputa violenta finita in spari tra i due gruppi. Sono stati segnalati anche degli episodi di saccheggio in città da parte di questi due gruppi.
Questa situazione non fa che aumentare e peggiorare la condizione di emergenza umanitaria e sanitaria: l’ esodo di persone e famiglie intere e un gran numero di sfollati verso il Burundi e Kalemie (capoluogo della provincia di Tanganika). (Fabien Kalehezo T’Chiribuka sx)
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






