Sul ghiaccio, la danza del calore umano
In questi giorni delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina abbiamo visto e ammirato, pochi privilegiati in presenza e i più attraverso telegiornali, i volti sorridenti dei giovani atleti di tutto il mondo.
Dopo il recente susseguirsi di notizie che riguardano episodi di violenza da parte di giovani e adolescenti, i volti gagliardi e giocondi degli atleti olimpici che sfilarono alla cerimonia di inaugurazione ci hanno rallegrato e dato buon umore. I giovani che commettono crimini sono caduti nella violenza, ma la loro natura originaria fu e deve ritornare gagliarda e gioconda. A competizioni in corso, alcuni atleti saliranno sul podio e molti altri rimarranno a terra a seconda del risultato, eppure sul volto di tutti e quanti la gioia di aver potuto perseguire tenacemente un ideale.
Ma sono i volti degli atleti che, dopo tanti sacrifici per salire sul podio, invece rimangono a terra e ciò non ostante sorridono e plaudono, sono tali volti che particolarmente commuovono. Così la coppia italiana dello ice-skating: quarto posto! Chi sale sul podio al giornalista che lo intervista afferma di non essersi aspettato un tale onore, quasi non si meritasse quella medaglia; ma anche vi si avverte un certo dire convenzionale, ossia diventati già un po’ adulti che parlano da adulti, sanno parlare un po’ convenzionalmente.
Chi resta a terra è fuori dal medagliere. Sorride e plaude, e basta!
Una recente notizia ci ha informato che un migliaio di giovani, adulti e bambini è stato
ingoiato dalle furiose onde del Mediterraneo. Notizia di poco conto! E’ di poco conto
l’emigrare per un lavoro o per un po’ di pane. Quei volti: né giocondi, né gagliardi! Altri
adolescenti, e quindi minorenni, hanno trovato la morte nel rogo di una discoteca oltralpe, in paese straniero, e il cordoglio di tutti fu intenso.
Ma chi emigra per il pane non fa uguale scalpore e tantomeno uguale cordoglio. Rimangono giù dal podio delle considerazioni.
Nemmeno si parla di loro, ma piuttosto dei criminali – veri criminali – che sono gli scafisti. “Epurare il mare dai mercanti di esseri umani!” si grida. Sì, gli scafisti sono criminali e vanno puniti! Ma quegli esseri umani: chi sono?
Giovanni, un adolescente di 16 anni, fu una delle vittime del rogo di capodanno alla
Costellation di Crans-Montana. Studente delle Superiori, come volontario faceva visita ai senzatetto offrendo l’obolo più prezioso: il calore della compagnia umana. Ora il padre intende trasformare il dolore della perdita del figlio in solidarietà, promuovendo il sorgere di un luogo di accoglienza dei senza-tetto dove altri giovani studenti della città di Bologna abbiano a condividere l’obolo, quello più prezioso: il calore della compagnia umana tra fratelli in umanità.
“Mitsugo no tamashii hyaku made” (三つ子の魂百まで) è un antico detto giapponese che letteralmente dice: “l’anima del bambino di 3 anni fino a cento”.
Ossia: quanto il bambino sperimenta a 3 anni continua a vivere nel bambino fino a 100 anni. Siccome i giapponesi contavano gli anni secondo il calendario imperiale, un bambino nato l’ultimo giorno di un anno imperiale aveva già 2 anni il giorno seguente, ossia il primo giorno del nuovo anno imperiale. 3 anni quindi indicava in genere il secondo e terzo anno di età, quando il bambino comincia a prendere coscienza di esserci in questo mondo come individuo e si volta quando chiamato con il suo nome. Orbene se la prima percezione del proprio io nei bambini nasce e si stabilisce nel calore umano, tale calore sarà l’anima che scalda la loro esistenza fino a 100 anni.
La sapienza antica del calore famigliare a 3 anni come anima della vita è stata stravolta dagli stili di vita dell’era del progresso.
Sul ghiaccio delle ingiustizie e delle violenze, inauguriamo i giochi olimpici del calore umano! Tutto è dal caldo affetto gustato nei primi anni di vita. 三つ子の魂百まで!
p. Luciano



Braciere olimpico, Arco della Pace, Milano



