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Risorgere è più forte, più gioioso, più santo… che non cadere

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La verità germoglierà dalla terra…

L’anima di un giovane tennista che con molta naturalezza e calma affronta due sconfitte e risorge raggiungendo la vittoria in molti ha suscitato stupore. Un miracolo! Viene spontaneo pregare che tale genuina bellezza non venga travolta dalla valanga di denaro con cui il mondo suole profanare ciò che è gratuito degradandolo in avido possesso. Il giovane tennista, alla vittoria del trofeo mondiale, ringrazia i suoi genitori e le sue montagne. Nel mentre, altri giovani volontari e giornalisti e missionari prestano il loro sevizio in luoghi dove regna la sofferenza che appunto consegue dalla dittatura del denaro. Il giovane tennista non è solo! C’è tanta genuina bellezza che rimane immune dagli occhi del mondo, come i tanti fiori di montagna che fioriscono belli senza il bisogno che qualcuno faccia rumore per dire che sono belli.

Per il mondo il trionfo del giovane tennista sarebbe stato più pieno se non avesse conosciuto alcuna sconfitta. Ma non avrebbe conosciuto il risorgere. Non avrebbe conosciuto come ci si rialza con genuina lievità dopo essere caduti. Non avrebbe sperimentato il calore della terra che fa germogliare i semi che cadono dal fiore che, esausto, secca e china il capo. Saprebbe soltanto ciò che elogia il mondo: lo stare ritti come le statue.

Il giovane tennista, all’ultimo lancio della palla che ha segnato la vittoria, esausto come il fiore dopo la fioritura, si è steso per terra. La tradizione orientale dice che Siddharta, come ottenne il risveglio al senso autentico delle cose, fu tentato a stendersi nell’illuminazione ottenuta, ma la terra lo respinse e lo rimise in piedi a percorrere la via della testimonianza. Le donne e gli apostoli Pietro e Giovanni accorsero al sepolcro, ma “non trovarono il corpo del Signore Gesù” (Lc 24,40). La terra lo aveva risorto alla vita, a redimere e divinizzare l’uomo e l’universo nel Regno di Dio che è “giustizia pace e gioia nello Spirito santo” (Rm 14,17).

Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione” (Lc 15,7). Il peccatore caduto ha conosciuto il calore della terra: è il calore dell’umiltà. L’umiltà è il sigillo della verità. “La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo” (Sal 84,14).

Troppa pratica cristiana ignora il calore della terra e rimane religione virtuale di rimandi celestiali.

(...) La gratuità è la grande omelia della terra! “Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nel terreno. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga…” (Mc 3,26-28). Come la spiga matura i chicchi, china il capo e restituisce alla terra.

P. Luciano.



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