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Mediterraneo da reinventare

Il dossier prova a guardare al Mediterraneo con occhi nuovi, liberi dagli stereotipi del Mare Nostrum, oasi di pace, incontro di civiltà. Infatti, se vogliamo costruire davvero una comunità mediterranea, dobbiamo guardare al Mediterraneo come uno spazio multidimensionale,  non da una sponda sola,  consapevoli di ciò che ci accomuna ma anche di ciò che ci divide. 
Per questo il dossier guarda anzitutto a chi si affaccia nel Mediterraneo, anche se geograficamente e culturalmente non vi appartiene, ai conflitti e agli interessi che contrappongono Stati, comunità, popoli e territori diversi. Come sempre in questi scenari le armi giocano un ruolo importante, anche se non esclusivo, tanto più che i paesi mediterranei fabbricano e commerciano tra loro strumenti di morte. 
Il dossier guarda al Mediterraneo anche come spazio economico importante, aperto alla globalizzazione, e si chiede qual è il suo ruolo nell’economia mondiale. Inoltre, riflette sul suo ambiente, in radicale trasformazione. Infatti, la sua particolare collocazione e natura ne fanno uno degli attori del cambiamento climatico globale, anche se ancora non ne abbiamo chiara consapevolezza. Per di più le sue acque e le sue coste sono diventate sempre più negli ultimi decenni cimiteri aperti, anche se incustoditi dalla pietà.
Le tre religioni monoteiste hanno nel Mediterraneo i loro luoghi simbolici, ma non sono sempre fonti di comunione spirituale, anzi, i fondamentalismi di ogni bordo cercano di opporre tra loro le comunità spirituali. Per cui il dossier si chiede: quale teologia può venire dal Mediterraneo, per ricomporne le tante fratture? Infine, di fronte alla crisi dei sistemi politici e dei partiti, alla violazione dei diritti e delle libertà fondamentali, che pur con diversa intensità, caratterizzano tutto il Mediterraneo, il dossier riflette sul ruolo della società civile nella costruzione di una comunità mediterranea.
 
Intervengono:
- Luciano Ardesi, sociologo, già docente di sociologia alla Facoltà di Architettura e Urbanismo di Algeri;
- Franco Valenti, membro della Weltethos Stiftung Tübingen per un’etica mondiale;
- Giorgio Beretta, analista di Campagna di pressione alle “banche armate” e Opal (Brescia);
- Giusy Baioni, giornalista free lance, del gruppo redazionale “Missione Oggi”;
- Marino Ruzzenenti, storico, ambientalista, del gruppo redazionale “Missione Oggi”;
- Sergio Tanzarella, ordinario di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di Napoli;
- Claudio Monge, frate domenicano, direttore del Centro DoSt-İ di Istanbul (Turchia).
 
Introduce:
- Mario Menin, direttore “Missione Oggi”.
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