Negli ultimi mesi l’attuale Governo si è mostrato fortemente impegnato sul tema della riforma della giustizia, imprimendo una decisa accelerazione al suo iter di approvazione. Tra i punti più rilevanti della proposta figurano l'introduzione della c.d. separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (come conseguenza della prima) e la creazione di una Alta Corte disciplinare. Si tratta di interventi che, in vista dell'eventuale referendum oppositivo, aprono un ampio dibattito: potranno davvero rafforzare l’efficienza e l’imparzialità del sistema giustizia o rischieranno di compromettere l’unitarietà della giurisdizione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato? Ne discutiamo insieme per vigilare, intanto in qualità di cittadini, sulla tenuta democratica dell’assetto costituzionale italiano e per riflettere sulle implicazioni che la riforma comporterebbe rispetto al funzionamento della giustizia italiana.
Intervengono:
- Luciano Ambrosoli, giudice presso il Tribunale di Brescia;
- Marco Ladu, docente di diritto costituzionale presso Università degli Studi di Brescia.
Modera:
- Adriana Apostoli, ordinaria di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Brescia.
Introduce:
- Giacomo Bailetti, Osservatorio sull’Autoritarismo.
Saluta:
- Mario Menin, direttore “Missione Oggi”.