THE BRUTALIST / COME UN EBREO EUROPEO NON SARÀ MAI AMERICANO
The Brutalist è tridimensionale. Si sviluppa su dimensioni orizzontali e verticali e si estende in maniera plastica fino a diventare un solido, un edificio, e d’altronde racconta la vita di un architetto e la sua opera. László Tóth, ebreo ungherese sopravvissuto ai campi di concentramento, che nel 1947 arriva in Pennsylvania.
L’orizzontalità è la cupezza del film, il cielo grigio che schiaccia ogni impresa. László è straniero, lo sarà sempre, e non appartiene. Non appartiene al mondo del magnate Harrison Van Buren, che conosce per un caso fortuito e che gli commissiona un’opera: l’opera. Sembra che l’incarico ricevuto apra uno spiraglio verso il riscatto. Non è così. Da estimatore e protettore Van Buren diventa detrattore e nemico, intessendo le trame di un gioco di potere imp…
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