Teologia per la missione oggi
“Missione Oggi” saluta con soddisfazione l’arrivo in libreria, per i tipi della Queriniana, del libro di Stephen Bevans e Roger Schroeder, Teologia per la missione oggi, dopo l’apparizione in lingua inglese (2004) e spagnola (2009). Al testo, inserito nella prestigiosa “Biblioteca di Teologia Contemporanea” dell’Editrice di Brescia, è già stato pronosticato un futuro da classico della teologia della missione, come l’opera di David Bosch, La trasformazione della missione (1991).
Infatti, nonostante la sua complessità e incompletezza sistematica, il testo è esaustivo nella presentazione di schemi teologici e modelli di attività missionaria che hanno dato configurazione alla Chiesa nei duemila anni di cristianesimo; schemi e modelli che sono in grado di fornire le indicazioni necessarie per una teologia contemporanea della missione.
Rispetto all’edizione inglese, Constants in Context. A Theology of Mission for Today, il titolo spagnolo e italiano appare capovolto, segnalando così immediatamente ai lettori la prima importante sfida a cui rispondono i due missiologi, appunto la costruzione di una teologia per la missione oggi. Una sfida che, nella struttura del libro, coincide con la terza parte, dove si raggiunge il climax dell’opera, la sintesi teologica in grado di dare fondamento alla prassi missionaria all’inizio del XXI secolo.
A questa sintesi gli autori danno il nome di dialogo profetico. Dialogo in quanto la missione deriva dalla natura della vita trinitaria di Dio.
Profetico in quanto la missione deve parlare chiaro, proclamando il regno di Dio – il nome, la visione e la Signoria di Gesù Cristo –, anche di fronte ai “raggi di verità divina” che si trovano all’interno delle religioni del mondo, e denunciando quanto vi si oppone in termini di ingiustizia e di esclusione dalla vita. Non sarebbe, però, stato possibile rispondere a questa prima sfida, senza farsi carico della seconda, espressa nel sottotitolo Costanti nel contesto, che è anche il filo conduttore che unisce le tre parti del libro. Non è pensabile, infatti, una sintesi teologica per la missione oggi, senza le costanti o i temi dottrinali a cui la Chiesa deve essere fedele sempre, specialmente quando attraversa un nuovo confine storico o si inserisce in un diverso contesto culturale e religioso.
Per questo gli autori hanno pensato di scrivere una storia della Chiesa come storia del movimento cristiano mondiale, che incorpora le diverse correnti del cristianesimo: non semplicemente come espansione unidirezionale (dalla Palestina all’Europa al resto del mondo), ma come l’emergere di un movimento multidirezionale (dalla Palestina all’Asia, all’Africa, all’Europa); non semplicemente come diffusione di una dottrina precostituita, ma come ininterrotta scoperta dell’infinita traducibilità e dell’intenzione missionaria del Vangelo.
In estrema sintesi, Bevans e Schroeder ci dicono che la Chiesa nasce dalla missione e si va configurando per la sua fedeltà ad essa. Ma come dovrebbe configurarsi la missione oggi? Come dialogo profetico, rispondono i due missionari verbiti:
“Soltanto annunciando, servendo e testimoniando il regno di Dio in un dialogo profetico audace e umile, la Chiesa missionaria sarà costante nel contesto di oggi”.
Sono convinto che, superato lo scoglio della ponderosità dell’opera, la sua lettura sarà di grande giovamento a tutti gli operatori pastorali, soprattutto a coloro che faticano ad essere costanti nel contesto odierno della missione.







