Molti faticano a rivivere oggi il clima teso degli anni di piombo, quelli del terrorismo e delle stragi. Da Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969, il Paese fu attraversato da un segno di sangue. Bombe sui treni e nelle piazze, in obbedienza a disegni tuttora misteriosi. E attentati alle persone: gambizzazioni, rapimenti, uccisioni. Una lacerazione profonda divise l'Italia, un senso di paura e di sospetto di tutti verso tutti. Dopo le speranze e le utopie degli anni '60, il decennio successivo fu la stagione dell'inimicizia civile. Della frattura tra giovani e adulti, tra rossi e neri, tra cittadini e istituzioni. C'era chi sparava e chi chiedeva la pena di morte.
Se è difficile ricordare quel clima, quasi impossibile è rivivere l'emozione (non dirò della morte, che tutti conoscono) ma quel…
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