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RICORDANDO GIOVANNI GAZZA / UN VESCOVO DAL CUORE MISSIONARIO

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Riceviamo e volentieri condividiamo con i nostri lettori e lettrici questo ricordo del giurista Gianluca Giorgio sull’amico vescovo saveriano mons. Giovanni Gazza, nell’anniversario della nascita, 19 luglio 1924. Primo vescovo di Abaetetuba (Amazzonia, Brasile), Gazza è stato superiore generale dei Missionari Saveriani e quindi vescovo di Aversa, dal 1980 al 1993. 
L’anno scorso, il 6 dicembre 2025, a 27 anni dalla morte, i suoi resti mortali hanno fatto ritorno tra il suo popolo, nella cattedrale di Aversa (Ce).

RICORDANDO GIOVANNI GAZZA / UN VESCOVO DAL CUORE MISSIONARIO

GIANLUCA GIORGIO
GIURISTA E DOCENTE
ROMA, 23 GIUGNO 2026

Rimasto orfano di padre ancora ragazzo, a quindici anni fa il suo ingresso nell’Istituto dei Missionari Saveriani, affascinato dal carisma e dalle intuizioni di San Guido Maria Conforti. L’Istituto, fondato nel 1895, prende come punto di riferimento lo slancio del gesuita San Francesco Saverio, a cui si ispirò il Fondatore raccogliendone l’opera. Un quarto voto di speciale consacrazione alla missione ad gentes lega i religiosi, testimoniando l’amore al Vangelo e al prossimo. Ordinato prete nel 1949, dopo aver svolto i primi incarichi in Italia, nel 1957 parte per il Brasile, una terra immensa che segnerà, in modo definitivo, il suo stile e la sua sensibilità.

Nel 1962 papa Giovanni XXIII lo nomina primo vescovo della neonata Prelazia di Abaetetuba, nel cuore dell’Amazzonia brasiliana. A soli 38 anni, mons. Gazza si trova a incarnare lo spirito più autentico e profetico del Concilio Vaticano II. Sceglie come motto episcopale Oboedientia et Pax, affrontando con coraggio fatiche indicibili. Viaggia per giorni e giorni, percorrendo fiumi ed esplorando sentieri fangosi per raggiungere le comunità indigene più isolate. Diventa così un difensore strenuo degli ultimi, un costruttore di fraternità e un testimone radioso di un totale abbandono alla Provvidenza. Diverse fotografie dell’epoca lo ritraggono sorridente tra i confratelli, o alla guida di una canoa.

Le doti umane, la lungimiranza e la profonda spiritualità non passano inosservate. Nel 1966 viene eletto Superiore Generale del suo Istituto per due mandati, fino al 1977, traghettandolo con saggezza nella complessa fase del rinnovamento post-conciliare e ampliando gli orizzonti della missione saveriana nel mondo.

Il 24 novembre 1980 si apre il capitolo più lungo della sua vita: l’elezione a vescovo di Aversa. Mons. Gazza manterrà il fondamentale servizio fino al 1993, guidando la comunità con la forza di un Vangelo di libertà e amore. Nella diocesi si distingue per la radicale vicinanza agli ultimi, tenendo le porte dell’episcopio sempre aperte ai poveri, ai bisognosi e agli emarginati, proprio come aveva fatto il suo Fondatore nella sede parmense. La straordinaria capacità d’ascolto e l’affabilità innata permettono a chiunque di sentirsi accolto e compreso. È un pastore delicato ma fermo, capace di unire un altissimo spessore culturale e teologico alla quotidianità di una fede incarnata nelle ferite, e nelle speranze della storia locale.

Colpito da una lunga e dolorosa malattia, vissuta in un fecondo silenzio e con grande dignità, mons. Gazza si spegne a Parma il 6 dicembre 1998, all’età di 74 anni. Nel 2025 il profondo legame con la sua diocesi è stato, definitivamente, consacrato dal trasferimento della salma dal cimitero di Parma alla cattedrale aversana. Celebrare, oggi, il suo ricordo non è un semplice esercizio di memoria ma rappresenta un invito a riscoprire una figura che ha vissuto una carità feconda e autentica al servizio dei fratelli.



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