Quasi in premessa, vorrei citare la teca di una sorta di museo delle migrazioni, Porto M, aperto a Lampedusa per iniziativa di un gruppo di volontari per “far memoria” dei passaggi di migliaia di migranti – e di molte vittime. La teca contiene una serie di immagini sacre, porzioni del Corano o della Bibbia, cassette audio con sermoni, santini, rosari… È l’immagine plastica di un libro della fede che ha trovato spazio nella minuscola valigia del migrante che, nel viaggio più pericoloso della vita, non ha rinunciato a portare con sé un oggetto che lo ricolleghi alla sua tradizione spirituale.
Tre tesi
A partire da questa immagine, vorrei proporre tre tesi. La prima è che le immigrazioni hanno contribuito a pluralizzare la scena religiosa italiana, come mai in precedenza.
La seconda…
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