Il Vaticano II ha ridonato alla Chiesa un’indiscutibile libertà nell’interpretare le Sacre Scritture, la Tradizione, gli insegnamenti del Magistero, le espressioni religiose del popolo. Mi piace pensare alla dottrina della Chiesa, alla sua liturgia e disciplina, meno come a colonne indistruttibili e più come a onde in continuo movimento, che ne muovono la barca. In ogni momento della storia, i fedeli – e i teologi al loro servizio – sono chiamati a captarne le correnti profonde, le agitazioni superficiali e la direzione dei venti per decidere la rotta della Chiesa.
Fin dalla sua nascita, la teologia della liberazione ha rivendicato un punto irrinunciabile, l’opzione preferenziale per i poveri nell’ottica della trasformazione della realtà.
Essa implica una prassi, alimentata dall’ana…
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