Continua il capitolo “inculturazione” iniziato nel numero di febbraio. Un problema che dovrà sempre più interpellare anche le nostre chiese.
La missione non mira ad estendere la chiesa, ma a farla nascere in ogni nuovo contesto e cultura.
L’Occidente ha spesso posto il Vangelo al servizio della propria cultura, rendendolo così straniero per le altre culture.
La figura nuova del missionario: essere segno dell’universalità della chiesa, strumento della solidarietà e della comunione tra le chiese.
Attraverso il difficile cammino richiamato nel precedente articolo, si è giunti finalmente a riconoscere che il pluralismo delle culture implica un pluralismo di teologie: il che significa, per le chiese del Terzo Mondo, l’addio all’ottica eurocentrica.
La fede deve essere ripens…
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