Lo scorso dicembre il Cimi (Consiglio indigenista missionario), organo della Conferenza dei vescovi del Brasile, ha celebrato con una grande assemblea i 25 anni di vita. Ecco il “Manifesto” conclusivo dei lavori.
L’assemblea ha riaffermato gli obiettivi del Cimi di fronte al progetto neoliberale di morte, che esclude in particolare i popoli “alternativi” perché non impostano la vita sul profitto e la competizione (Pedro Casaldaliga).
Siamo venuti dai territori indigeni dell’Amazzonia, devastati dalle imprese di sfruttamento del legname, dalle società minerarie e dai cercatori d’oro; siamo venuti dalle terre indigene del Nordest, segnate a fuoco dalla discriminazione; dalle terre del Sud, ridotte ad aree saccheggiate; dai villaggi del Centro e dell’estremo Ovest, invase dai latif…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.